«Bimbi impiccati»: Albertini approva
MILANO. Se non ci penserà il Comune, ci penserà la Lega Nord - lo ha già promesso in una lettera al sindaco Albertini - a togliere di mezzo la scultura choc di Maurizio Cattelan, con i tre bimbi di plastica che da mercoledi pendono inquietanti da un albero, in piazza XXIV Maggio a Milano. Ma prima ancora, potrebbe essere un cittadino qualsiasi a prendersi la briga di tagliare la corda.
Infatti ieri sera un uomo ha cercato di rimuovere l'opera d'arte. Ma è caduto al suolo da un'altezza di circa 5-6 metri. E' stato soccorso dagli infermieri e da un medico. L'uomo era cosciente e muoveva leggermente il braccio. E' riuscito a staccare due manichini artistici tagliando la fune con un seghetto. Appeso all'albero ne è rimasto soltanto uno. Un altro ha cercato di arrampicarsi sull'albero della vergogna: non ce l'ha fatta, ma aveva le lacrime agli occhi raccontando di aver perso un bambino e di non poter sopportare quella provocazione. Ieri ci sono stati tanti momenti di tensione intorno al totem di Cattelan: se lo scopo dell'artista era suscitare emozioni forti e far discutere, l'intento è riuscito. Parte della folla voleva denunciare l'artista, chi urlava «se li metta a casa sua», chi semplicemente guardava e scuoteva la testa. Una bambina di 11 anni, Ilaria, era con la sua mamma, ed erano entrambe arrabbiate, ma la piccola di più: «Non è giusto spendere soldi per queste cose. Perchè non li danno invece alla mia scuola che ne ha bisogno?». Qualche estimatore tuttavia c'era: «Cattelan è uno dei più grandi artisti italiani, il suo intento è farci pensare alla sorte dei bambini» dice Gianni. Ma nonostante l'ondata di critiche, il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, difende la scelta della giunta e l'opera. «Si tratta di un'espressione artistica e come tale suscita opinioni discordanti. Si può apprezzare o criticare senza dimenticare tuttavia che la libera espressione del pensiero e della creatività è fondamento della nostra civiltà. Poichè l'opera di Cattelan, artista conosciuto in tutto il mondo, non rientra nel novero delle attività illecite, la Giunta ha concesso l'uso degli spazi pubblici», spiega il sindaco che si dichiara favorevole alla discussione più accesa: «Com'era prevedibile, una opera cosi provocatoria farà discutere. Non c'è nulla di scandaloso nella contrapposizione tra consenso e dissenso, questi elementi sono indispensabili alla dialettica».