Badante e anziana uccise a Ferrara Si scava nella vita della polacca: forse era nel racket dei clandestini
FERRARA.Il giallo di Boccaleone (Ferrara) si aggroviglia sempre più e tra le tante ipotesi al vaglio degli investigatori, alla ricerca di un movente che spieghi il massacro di una novantenne e della sua domestica, spunta anche quella di un presunto racket delle badanti: qualcuno che procura lavoro a straniere indigenti in cambio di un «pizzo». Potrebbe essere stato il rifiuto di Barbara Radonska ai «cravattari» a portarla a morte assieme alla donna che assisteva, Elvira Moretti? Per ora è solo un'ipotesi, senza elementi concreti a suo sostegno. Ma, escluso ovviamente il duplice suicidio e quasi ormai cancellata la pista della rapina sfociata nel sangue, gli investigatori che indagano sul duplice omicidio di Boccaleone stanno tentando anche la strada del processo induttivo. Se non c'è un movente chiaro che spieghi il feroce accoltellamento di una madre di famiglia, che per sfamare i suoi tre figli e aiutare il marito (il quale martedi era nel suo Paese) ha lasciato la Polonia per venire a lavorare in Italia, e della povera vecchia cui prestava cura, bisogna inseguire ogni possibile logica, per quanto crudele. E' noto che spesso dietro l'immigrazione ci siano organizzazioni senza scrupoli: che procurano le persone che servono per lo spaccio, la prostituzione, e anche per il nascente e fiorente mercato dell'assistenza agli anziani. La Radonska ancora non aveva il permesso di soggiorno. In compenso aveva già il lavoro. Doveva soldi a qualcuno? Può essersi ribellata al pizzo?