Dietro a quelle corone c'è tanto impegno
Per quanto mi ricordo a Pavia non si è mai lavorato tanto come in questo 25 aprile per ricordare e onorare i combattenti per la libertà del nostro Paese e della nostra Provincia. Grazie alla collaborazione tra l'amministrazione comunale e il Comitato Unitario Antifascista (nel quale sono rappresentate anche le associazioni partigiane) - sotto il logo «I sentieri della libertà» - si è prodotto il fascicolo di 8 pagine titolato «La democrazia ti riguarda» ad uso soprattutto dei giovani; si sono organizzati 8 incontri con gli alunni delle ultime classi di scuole superiori, coi quali si è parlato a più di mille ragazzi, con la presenza apprezzatissima di protagonisti della lotta partigiana e della deportazione, oltre che di storici e di membri del Comitato Unitario Antifascista. Al Liceo Copernico si è anche rappresentata una pièce teatrale («Camillo va alla guerra») dell'associazione Umanitaria Emergency con il patrocinio del comune di Pavia, Assessorato all'istruzione e alle politiche giovanili.
Si sono distribuiti più di diecimila volantini e pieghevoli: in università, davanti al Fraschini, alla stazione, in piazza della Vittoria, alle scuole medie superiori; si è organizzato un evento all'Aula Magna del Ghisleri la sera del 23 aprile, sempre sui temi del 25 aprile, con personaggi di caratura nazionale e con il sindaco della città. L'assessorato alla cultura ha tenuto un incontro con Paolo Murialdi in S. Maria in Gualtieri, e un concerto di Durkovic in piazza della Vittoria dove sono poi stati proiettati Roma città aperta e il film di Dall'Ara Scano Boa. Tutto ciò ha richiesto un grande impegno: di idee, di organizzazione e di gambe. Impegno del quale si sono fatti carico con entusiasmo, oltre ai protagonisti di allora (oggi tutti intorno ai novant'anni) e ai funzionari del comune, molti volontari, giovani e meno giovani, nonchè gli operatori scolastici degli istituti intervenuti cui è gradito ringraziare ancora calorosamente tutti.
Si è inoltre chiesto alla Provincia di finanziare la pubblicazione di un opuscolo storico-turistico che illustri i sentieri della libertà (come i sentieri della guerra in Veneto) del nostro Oltrepo (battaglie, rastrellamenti, rifugi, rappresaglie, torture, esecuzioni) nonchè la collocazione nelle varie località di segnali e di pannelli esplicativi degli eventi ivi verificatisi. Domenica 2 maggio, infine, si è svolta la prima escursione sui luoghi della memoria in Oltrepo, con il coinvolgimento interessantissimo di 25 persone. Ora spiace un po' che di fronte a tanto impegno, anche del Comune, (poche altre amministrazioni locali, credo, si siano date tanto da fare) sia stato cosi aspramente e ripetutamente sottolineato il pur grave errore (peraltro velocemente rimediato) relativo alla posa della corona in piazza Italia. Certamente ha sbagliato chi, avvertito della cosa, non ha dimostrato sufficiente sensibilità, ma, detto questo, mi pare che complessivamente anche le associazioni partigiane non possano che esprimere profonda soddisfazione per come sono state ricordate e onorate, nel vivo di un esteso corpo sociale se non nel marmo, i caduti della lotta di liberazione. Comunque i numerosi cittadini presenti alla commemorazione erano li per ricordare i partigiani. E questo è l'importante.
Al Comune si potrebbe forse suggerire di procedere (a titolo di... riparazione) al restauro di quel marmo, riportandolo alla condizione primitiva anche rispetto alle incisioni dei nomi ivi riportati, oggi poco leggibili. Se poi, non tutti hanno partecipato alla resa degli onori «risarcitoria» è perchè nel frattempo ci si è dovuti trasferire alla chiesa di S. Maria delle Cacce dove alcuni naziskin avevano una bandiera della Repubblica di Salò. E qui il discorso si fa più grave. E' evidente l'intento provocatorio: onorare il 25 aprile la memoria di persone che hanno contribuito in Spagna ad abbattere un governo democraticamente eletto con un golpe militare fascista e, in Italia, a realizzare, anche qui con la forza, il primo passo (il governo Mussolini) verso la dittatura, le leggi razziali e la guerra nazzi-fascista è un fatto che si commenta da sè. Cosi come lasciamo ai cittadini pavesi il giudizio sulla levatura dei «personaggi» che se ne sono resi protagonisti.
L'episodio, in sè molto squallido, è però l'ultimo di una serie che costantemente ripropone a Pavia l'ideologia nazista cosi come è avvenuto ultimamente. Chiediamo che anche in questo caso le autorità preposte (e ci consta che ciò sia avvenuto) non abbassino la guardia, e trasmettano alla magistratura la notizia di iniziative come questa, che indubbiamente configurano il reato di apologia del fascismo. La città ha da tempo condannato e isolato: occorre che puntualmente e tempestivamente lo stesso facciano le autorità preposte alla serena convivenza e al rispetto della legge nella tollerante e democratica Pavia.
Tullio MontagnaPresidente del Comitato unitario antifascista di Pavia