L'investitore di Nicolò resterà in cella
TORRICELLA VERZATE.Per l'uccisore del piccolo Nicolò Repossi è arrivato un nuovo provvedimento restrittivo.
L'ha emesso il giudice delle indagini preliminari Chiara Nobili su richiesta del sostituto procuratore Gemma Gualdi, il pubblico ministero che ha sempre seguito la vicenda del bambino di Torricella Verzate (ammazzato dal marocchino Abdellah Al Aufir, che dopo avere rubato un'automobile cercava di sottrarsi alla cattura da parte dei carabinieri che lo inseguivano).
L'ordine di custodia cautelare è stato notificato al nord africano in carcere e al suo difensore Raffaele Ronchi che ne sta ora valutando il contenuto.
L'iniziativa del pubblico ministero e del giudice delle indagini preliminari potrà essere la porta che chiude la possibilità al magrebino di tornare in libertà a breve scadenza.
Al Aufir, dopo la condanna a due anni per il furto dell'automobile e quella più recente a sedici anni per omicidio volontario (la prima sentenza che per effetto del dolo eventuale riconosce l'omicidio volontario e non quello colposo in relazione ad un incidente stradale) avrebbe potuto tornare in libertà nel febbraio prossimo per scadenza dei termini e in attesa del passaggio ingiudicato della sentenza emessa poche settimane fa e che deve ancora passare attraverso il vaglio di due gradi di giudizio.
«Sarebbe quasi una beffa - aveva detto la mamma di Niccolò ipotizzando l'eventualità - e un modo per consentire all'uccisore di mio figlio di sparire dalla circolazione, sottraendosi all'obbligo di scontare la pena ricevuto».
A questo punto cosa accadrà? L'avvocato Ronchi sta valutando la possibilità di impugnare il nuovo provvedimento del gip milanese, ma le probabilità di accoglimento del suo ricorso appaiono piuttosto scarse, considerando la gravità dell'episodio di cui è stato ritenuto responsabile il suo assistito. Sul piano tecnico, comunque, la strada dell'appello sarà regolarmente percorsa dal professionista che ha fin qui cercato di affrontare al meglio il problema del marocchino, malgrado non siano molte le possibilità di essere regolarmente pagato dallo sventurato cliente.
Annibale Carenzo