Questa mattina le celebrazioni in città Cerri: «In ritardo il tavolo sul lavoro»
VIGEVANO. Il I maggio sarà celebrato stamane da Cgil, Cisl e Uil col patrocinio del Comune. Alle 9 il concentramento in piazza Calzolaio d'Italia; alle 10 il corteo per le vie cittadine, la banda e la distribuzione dei garofani.
Alle 10.30 l'esibizione della banda di Santa Cecilia in piazza Ducale; alle 11 il saluto dell'amministrazione comunale e alle 11.15 l'intervento del coordinatore della Camera del Lavoro, Claudio Cerri, per Cgil, Cisl e Uil.
Intanto, a Parona, nell'oratorio della chiesa di San Pietro Martire, l'Ufficio per i problemi sociali ed il lavoro della Diocesi di Vigevano organizza un dibattito, alle ore 10, sul tema 'La funzione etica del lavoro e dell'economia". Seguirà la messa, alle 11, celebrata da monsignor Luigi Cacciabue.
Claudio Cerri valuta la situazione economica locale, che non è rosea ormai da molti mesi, e sottolinea che per trovare una soluzione non c'è più molto tempo.
«Era stata annunciata la convocazione di un tavolo istituzionale sul lavoro - spiega il sindacalista vigevanese - ma non è ancora stato convocato, nonostante gli impegni assunti. E' evidente che i tempi della politica non sono compatibili con quelli dell'economia e dei problemi della gente. Non si giustifica un ritardo di questa natura».
E poi, la questione del Centro servizi alle imprese che deve trasformarsi in Agenzia per lo sviluppo territoriale.
L'assemblea di lunedi, che doveva anche portare alla nomina del consiglio di amministrazione e del presidente è stata rinviata, ed è già il secondo slittamento perché non c'era accordo sul nome del presidente.
«La vicenda del Centro servizi - afferma Cerri - lascia molto a desiderare rispetto alle aspettative che ci sono su questa struttura. Bisogna ricercare, anche con fatica, il massimo del consenso, direi l'unanimità. Non possiamo pensare che possa partire una nuova realtà con una parte dei componenti d'accordo e l'altra no. Noi invitiamo le forze che compongono il Centro servizi a cercare veramente il massimo del consenso. La partenza, purtroppo, non è stata buona».