Tanti giovani poeti crescono e scrivono di mamme e di pace

VOGHERA.Un'apposita Commissione, composta da Marco Alberti, Alessandra Milanesi, Krizia Usai ha scelto tra le numerose poesie dei compagni quelle che, a loro insindacabile giudizio, ha ritenuto «degne» della pubblicazione.
Il primo componimento è dedicato ad un personaggio in via d'estinzione, o quasi; in un'epoca in cui sembra che esistano solo i prodotti industriali, fatti in serie, tutti uguali, privi dell'impronta personale del costruttore, è bello scoprire che esiste ancora chi è capace di creare qualcosa di unico, apposta per noi: l'artigiano. Ecco come lo vede Luca Binda.
L'ARTIGIANOLa mente sapiente guida la mano ubbidiente. L'artigiano intaglia, scolpisce, cuce e la lama nel buio riluce. Le idee scorrono dalla testa alle dita con la pazienza di un'intera vita. Lascia un segno personale in un monotono mondo industriale, dimostra che l'uomo continua a creare e non si lascia attirare da ciò che è tutto uguale.
Di argomento completamente diverso la poesia di Mattia Marchesi, dedicata alla mamma, una donna dinamica, energica, con mille interessi e tanti impegni ma che trova sempre il tempo e le energie per ascoltare il figlio. Di tono apparentemente allegro e leggero, rivela un rapporto profondo e affettuoso.
LA MAMMAMia mamma è una professoressa E a me sembra una principessa. Esce al mattino con la borsa, va a scuola e torna di corsa. Sa cucinare, lavare e stirare, non si stanca mai di riordinare. La mia famiglia non potrebbe farne a meno come la stazione del suo capotreno. Certo, talvolta urla e strepita: bisogna capirla, se è un po' bisbetica. Prima di dormire mi bacia e mi saluta mentre sul letto sta seduta. Allora è il momento più bello della giornata, perché con lei faccio una chiacchierata.
Ancora dedicata alla mamma la poesia di Flavio Rossi; si tratta, però, di una mamma che soffre per un figlio lontano, in pericolo: è infatti soldato. Il componimento, legato ad aspetti tragici dell'attualità, contiene un implicito messaggio di pace: tutte le mamme di qualsiasi etnia, nazionalità, religione, soffrono allo stesso modo per i figli «rapiti» dalla guerra. Se fossero le madri a decidere, forse non ci sarebbero più guerre.
LA MADRE DEL SOLDATOSeduta al caminetto, lo sguardo sulla fiamma, il cuore in pena, la mamma prega per il figlio lontano. La mamma bianca o nera, americana, afgana, cristiana, mussulmana vive un tormento infinito per il figlio rubato, rapito. Il suo cuore si sente tradito, la sua mente ha un solo pensiero: l'attimo nero che può inghiottire suo figlio.
Ancora un messaggio di pace, breve ma intenso nella poesia di Alessia Stafforini. Quando un giorno 'scoppierà" la pace, quella vera, definitiva, il mondo apparirà davvero nuovo. L'uomo ha sempre combattuto fin dalle epoche più remote: la sfida più grande del nostro secolo è quella di cancellare l'eredità del passato per costruire un futuro senza guerre e ingiustizie.
LA PACEM'affaccio alla finestra e vedo un mondo nuovo fatto di mille colori, di gente che si ama davvero. Ovunque c'è silenzio, tutti si tengono per mano... ... guardano l'orizzonte. E' la pace! Marco Bazzini Nicolò Callegari Lucrezia Perduca Noemi Lessio