Sic, digitale terrestre e Rai Ecco quali sono i punti caldi

ROMA.Ecco i punti principali della legge.
Tetti antitrust e pubblicità. E' l'articolo 15. Fermo restando il divieto di posizioni dominanti nei singoli mercati, non si può superare il 20% dei ricavi complessivi del Sic (canone, pubblicità nazionale e locale, televendite, sponsorizzazioni, attività di diffusione realizzate al punto vendita tranne le azioni sui prezzi, convenzioni con soggetti pubblici, offerte tv a pagamento) Dalla torta del Sic, elemento centrale del messaggio di rinvio di Ciampi, sono stati eliminati libri e dischi (esclusi quelli allegati ai giornali), la produzione di cinema e fiction, la produzione degli spot, le pubbliche relazioni, il Fondo unico per lo spettacolo e sono state limate voci come Internet, arrivando cosi a 9 miliardi di euro di tagli rispetto alla formulazione originaria. L'attuale valore, secondo il Sole 24 Ore, ammonterebbe a 26 miliardi di euro. Chi possiede più di una rete televisiva non potrà acquisire partecipazioni in quotidiani o costituire nuove imprese fino al 31 dicembre 2010 (e non più 2008). Quanto agli affollamenti pubblicitari, solo gli spot sono soggetti ai limiti orari (18% per le tv commerciali).
Digitale.Dal primo gennaio 2004 la Rai deve coprire il 50% della popolazione con due blocchi di diffusione; entro il primo gennaio 2005 il 70% della popolazione. Questo per avvicinarsi alla scadenza della legge 66 del 2001, cioè il passaggio definitivo alla nuova tecnica di trasmissione entro il 31 dicembre 2006: fino ad allora le concessioni analogiche (compresa Retequattro) vengono prorogate. L'Autorità verifica entro il 30 aprile 2004 la diffusione del digitale.
Rai. La tv pubblica avrà un consiglio di amministrazione di nove membri, in carica per tre anni e rieleggibili una sola volta. Fino alla prima fase della privatizzazione sarà la Commissione di Vigilanza a nominare sette membri del Cda, mentre gli altri due, tra cui il presidente, saranno invece scelti dal Ministero dell'Economia.
Tv locali. Ogni operatore può avere fino a tre concessioni o autorizzazioni in ogni bacino regionale, e fino a sei per regioni anche non limitrofe. Il limite quotidiano di affollamento pubblicitario sale dal 35% al 40% comprese le televendite.
Tutela minori. L'articolo 10 dà forza di legge al codice di autoregolamentazione tv-minori e prevede adeguata pubblicita per le sanzioni inflitte in caso di violazione.