Tromello, missione Onu per il capitano Sambin

TROMELLO.Una testimonianza diretta dalla Siria, scossa dal recente attentato, giunge da Luigi Sambin. Il militare, originario di Tromello, è attualmente in forze presso il locale contingente Onu. «L'aggressione di martedi e' veramente strana, anche perchè l'edificio attaccato non e' in uso all'Onu, ma si tratta di un palazzo utilizzato solo in passato. L'emergenza è già rientrata, anche se la soglia di attenzione è sempre alta». Afferma Sambin, giunto in terra siriana nel dicembre scorso.
A Damasco, il militare svolge il ruolo di United Nation Military Observers. Gli UNMOs sono ufficiali con determinati requisiti che l'ONU richiede periodicamente agli Stati membri. La chiamata per Sambin è giunta grazie a particolari caratteristiche professionali. Il giovane capitano, in particolare, aveva partecipato dell'operazione di task force Nibbio, in Afghanistan. In questa nuova missione, Sambin lavora in un ambiente totalmente internazionale: è, infatti, l'unico italiano presente in quest'area. Compito degli osservatori è il monitoraggio dei confini tra Siria e Israele, in base agli accordi del Trattato di Ginevra del 1974. A turni, gruppi di militari operano sulle alture del Golan, dove si trova il capitano in questi giorni. Su tale territorio, i militari di guardia, austriaci, polacchi, scandinavi, canadesi, svizzeri, australiani e nepalesi, risiedono in containers e vigilano con ronde quotidiane. Il Golan è uno delle cosiddette 'zone calde". In origine territorio siriano, fu occupato da Israele nel 1967 e annesso nel 1981. Mansione delle truppe Onu è di mantenere almeno lo status quo.
«Ho compreso l'importanza del Golan solo quando ho visto il terreno, da qui si domina il Giordano e la sua sorgente nonchè tutto i nord della Palestina-Israele» ricorda Sambin. Per questo motivo e per una lunga serie di differenti vedute politiche, i due Stati sono in constante tensione. Tra il presidente siriano, Bashar al-Assad, e il premier israeliano, Ariel Sharon, è sceso il gelo dopo il fallimento delle ultime trattative. Sambin, anche se lontano dalla Patria, segue attentamente la vicenda sta implicando i tre ostaggi italiani. «Sono giorni difficili per l'Italia, ma abbandonare l'Iraq ora significherebbe scatenare il caos».
Michela Avanzini