Nuovi statuti delle regioni, un centinaio di consiglieri in più
MILANO.Presto in Italia ci saranno cento consiglieri regionali in più. Lo prevedono i nuovi Statuti in via di approvazione da parte delle Regioni. Mentre la riforma costituzionale prefigura un Senato Federale e una Camera dei deputati «sfoltiti» di un certo numero di parlamentari, le Regioni a statuto ordinario sembrano aver imboccato la strada opposta. Quello che si prospetta è un quasi generalizzato aumento del numero dei consiglieri che andrebbe necessariamente a braccetto con la crescita della spesa per le indennità a loro corrisposte. Calcolando una media di 5 mila euro lorde al mese come indennità di base, cento consiglieri in più significano una crescita di circa 500 mila euro al mese di stipendi corrisposti ai nuovi consiglieri.
Finora sono tre le Regioni che hanno già approvato lo Statuto e tutte prevedono un aumento di almeno dieci consiglieri. Si tratta di Calabria, Puglia e Abruzzo. La Calabria passerà dagli attuali 40 consiglieri a 52 più 4, la Puglia da 60 a 70, l'Abruzzo da 40 a 50 più 3. Ma in cantiere ci sono incrementi anche maggiori. I più alti sono previsti in Piemonte e in Campania dove la proposta è di passare dagli attuali 60 a ben 80. Conta invece di incrementare il proprio organico di 10 consiglieri (da 30 a 40) la Regione Basilicata, di 7 l'Umbria che al momento ne ha in carica 30 e di appena 1 l'Emilia Romagna che passerebbe cosi a 51.
Quasi tutte le Regioni hanno poi previsto la possibilità di componenti esterni alla giunta, ossia non di elezione diretta: l'Abruzzo per un massimo di 3, Basilicata, Calabria e Molise per un massimo di 2 fino a giungere ai casi di Liguria e Piemonte che prevedono che tutti i componenti della giunta possano essere esterni.
Ma a che punto è l'approvazione delle nuove costituzioni regionali? Il quadro è ancora incerto. Ad oggi solo Abruzzo, Puglia, Calabria potranno presentarsi al giudizio degli elettori, nel 2005, con la Costituzione regionale operante. Per le altre è una corsa contro il tempo. La più indietro di tutte è senz'altro la Lombardia, che oggi conta 80 consiglieri regionali: la commissione, al 30 marzo, non aveva ancora iniziato l'esame dell'articolato. Non è da meno il Veneto dove è stato da poco affidato a cinque esperti il compito di stendere l'articolato. In ritardo anche la Liguria dove la commissione, al 31 marzo, stava ancora esaminando l'articolato. L'Emilia Romagna il 16 aprile era a metà percorso con la conclusione della prima lettura da parte della commissione. Le Marche dovrebbero approvare invece lo Statuto entro aprile. E anche in Toscana si è ormai alla fase finale: la bozza passa dal 3 maggio al Consiglio per l'approvazione.