Previdenza integrativa: adesso è attesa la svolta

PAVIA. «Il trasferimento delle competenze Università-Inpdap, la previdenza complementare»: è il titolo del convegno che si svolgerà all'Università il 5-7 maggio nell'Aula '400. Il programma del 5 prevede alle 9 saluti del rettore Roberto Schmid e del direttore amministrativo Gaetano Serafino, quindi la relazione del dirigente Inpdap Vincenzo Caridi sul tema 'Trasferimento delle competenze Università-Inpdap".
Quindi alle 11,30 la relazione del funzionario Inpdap Giuseppe Ciastello su 'Il Mod. PA04". Poi la pausa pranzo. Alle 14,30 Pensioni S7, con relatori Moreno Piacenti (funzionario Inpdap), Michele Friscia e Paolo Fiorentino (informatici Inpdap). Alle 16,30 ci sarà il dibattito.
Giovedi 6, alle 9: Pensioni S7 con relatori le stesse tre persone dell'analogo appuntamento del giorno precedente. Alle 11,30 esercitazioni pratiche su riscatti e ricongiunzioni, con relatori Gianfranco Stanizzi (informatico Inpdap) e Massimo Polimadei (funzionario Inpdap), che ripeteranno le esertitazioni al pomeriggio. Alle 16,30 il dibattito.
Venerdi 7, infine: relazione di Rosalba Amatuzzi sulla posizione assicurativa. Alle 10 la relazione di Fiorella Conti su Tfs e Tfr. Alle 11,30 parlera Piero Lauriola su 'La previdenza complementare, il finanziamento del fondo, dimostrazione pratica". Concluderà i lavori Anonia Salis, coordinatrice del convegno e responsabile della ripartizione quiescenza dell'Inpdap dell'Università di Pavia.
«Oggetto del convegno - spiega Antonia Salis - è il passaggio delle competenze dalle Università all'Inpdap, che è l'ente previdenziale dei dipendenti pubblici, riguardo alle pensioni. Si parla anche di previdenza integrativa o complementare. Per quest'ultimo aspetto, il governo continua a insistere affinchè decollino i fondi pensione nazionali nelle amministrazioni pubbliche. Ma essi devono essere recepiti dai contratti nazionali».
«Le amministrazioni pubbliche, intanto - continua la responsabile della ripartizione Quiescenza (Ufficio Pensioni) dell'Università di Pavia - devono decidere se consorziarsi tra loro (creando ad esempio un Fondo delle Università) o se aderire ai fondi della scuola, che devono essi pure decollare. Al momento è tutto in alto mare, perchè i fondi di previdenza complementare non sono formalizzati a livello nazionale. Manca un atto di indirizzo del governo. I dipendenti si devono rassegnare e devono aspettare, perchè i fondi pensione non sono ancora costituiti».