Il cordone ombelicale lo salva dalla leucemia due anni dopo

AGRIGENTO.Quando due anni fa, subito dopo il parto, aveva deciso di donare il suo cordone ombelicale per salvare in futuro la vita di un bambino, certo non poteva sapere che sarebbe servito proprio a suo figlio. E' un gesto d'amore che adesso trova la giusta ricompensa, quello di una donna siciliana di Sciacca che in queste ore vive con il marito un'attesa densa di incognite, ma anche di speranze.
Il suo bimbo ha una malattia rara, molto simile alla leucemia. Per salvarlo verrà utilizzato il suo stesso cordone ombelicale, conservato da due anni nel freddo a meno 196 gradi nella banca del cordone di Sciacca, la stessa a cui la mamma l'aveva donato. I genitori del piccolo Andrea (il nome è di fantasia, ndr) preferiscono non parlare, in attesa del difficile intervento fissato per domani in un ospedale di Catania.
«La percentuale di riuscita è del 65 per cento, ma senza il suo cordone ombelicale Andrea sarebbe andato incontro a una morte sicura» spiega il professor Calogero Ciaccio, responsabile della banca del cordone di Sciacca. Ed è proprio lui a raccontare la storia di questo gesto d'amore, restituito dopo due anni con gli interessi.
«La malattia - spiega il medico - ha cominciato a dare i primi segni un anno fa: per combatterla era necessario un trapianto di midollo, ma non sempre è facile trovare un donatore compatibile. Per una circostanza rarissima e fortunata, nella banca erano ancora 'congelate" le cellule staminali del suo cordone, donato dalla mamma al momento della nascita».
L'intervento consiste in una trasfusione delle sue stesse cellule staminali, che andranno a ripopolare il midollo ora impoverito dalla malattia. Ieri le cellule sono state 'scongelate" e inviate all' ospedale di Catania. «L'intervento - spiega Ciaccio - durerà circa due ore e mezza e saranno necessarie almeno due settimane per capire se il decorso della malattia potrà avere un'evoluzione favorevole».
Ma il medico spiega che ad aiutare Andrea, oltre alla generosa donazione compiuta dalla madre, è stata anche la fortuna. «Nei due anni in cui le cellule del bambino sono state conservate nella banca e rese disponibili non è stato individuato nessun ricevente compatibile nel circuito internazionale - sottolinea -. Cosi quando la madre, dopo avere appreso della malattia del figlio, ha telefonato per sapere se il cordone ombelicale del suo bambino era ancora conservato a Sciacca, siamo stati doppiamente felici di poterle dare una risposta positiva».
Nella «banca» dell'ospedale di Sciacca vengono custoditi circa 15 mila cordoni ombelicali provenienti da 81 ospedali dell'isola; le donne siciliane che hanno deciso - come la mamma di Andrea - di donarlo sono state in questi anni oltre 25 mila.
«Un numero elevatissimo - sottolinea il dottor Ciaccio - se pensiamo che la prima banca mondiale del cordone ombelicale, a New York, ci supera di poco».