Subito lo spumante Docg Oltrepo


BRONI. Il consorzio di tutela del vino dell'Oltrepo Pavese decide di spingere sull'acceleratore e chiede alla Regione e al ministero delle Politiche agricole e forestali la concessione della Denominazione di origine controllata e garantita per il suo spumante, che si chiameràMetodo classico - Docg - Oltrepo . Perde l'aggettivo Pavese e punta a moltiplicare per quattro le sue bollicine, passando dal milione di bottiglie di oggi, ai quattro milioni (e qualcosa in più) che potrebbe raggiungere in pochi anni. Ma ieri, all'assemblea del consorzio, sono state prese molte altre importanti decisioni.
Approvato il bilancio consuntivo del 2003, è stato varato il piano dei controlli per il 2004. Per i nuovi compiti di vigilanza il Consorzio incasserà 250mila euro e in prospettiva tali introiti saliranno fino a 600mila euro.
Il lavoro principale sarà quello di verificare che il vino imbottigliato sia conforme a quanto prescritto dal disciplinare. «Per i consumatori è molto importante - spiega Panont - l'etichetta avrà un codice con lettere e numeri, chiamando il consorzio si potrà avere la 'carta d'itentità della bottiglia". E dalla prossima vendemmia, attraverso il sito internet, sarà possibile risalire alla partita, alla data di imbottigliamento e, in alcuni casi, addirittura alla vigna d'origine».
Oggi l'Oltrepo produce 800mila ettolitri di vino Doc o Igt (Indicazione geografica tipica), per un numero di 65 milioni di bottiglie circa. «Noi vogliamo raggiungere i cento milioni di bottiglie», spiega il direttore del consorzio.
Ieri all'assemblea nessuno ha opposto eccezioni al progetto di Panont. Il Metodo classico Docg Oltrepo avrà una base minima di 70% di Pinot nero, una percentuale massima di 30 per cento di Chardonnay e del 15 per cento di Pinot grigio. In pratica si attesterò su quanto già oggi fanno i produttori oltrepadani. «E spingere sul Metodo classico non vuole dire abbandonare il metodo Charmat - sottolinea il direttore del consorzio -. Su questo prodotto, che da noi è di qualità, lasceremo la denominazione di spumante. In Oltrepo si fa un prodotto con caratteristiche anche migliori del tanto decantato Prosecco».
Il progetto del consorzio, oltre alla Docg per il Metodo classico, prevede due vini di punta: il Pinot nero vinificato in rosso e la Bonarda.
«Nessuno nasce imparato, ho detto all'assemblea - riassume il direttore - cosi, rispetto al mio disegno iniziale, abbiamo deciso di assegnare un ruolo importante alla Bonarda, non solo perché se ne producono 18 milioni di bottiglie l'anno, ma perché è piacevole nel colore, nella beva e ha un prezzo assolutamente accessibile. Ma la caratteristica che rende la Bonarda un vino unico, sono anche altre: è un vino trasversale, che va bene sul pesce, sulle carni, sugli asparagi e i carciofi ed è un vino che in questa fase copre il buco storico lasciato dal Lambrusco, per anni il più importante vino rosso frizzante italiano».
Panont ha presentato la richiesta di un disciplinare per la Bonarda che consenta una produzione massima di 125 quintali per ettaro, con una resa del 70 per cento. «Su richiesta di Rovescala sarà possibile anche la produzione della Bonarda ferma. Poi, tra due anni, in modo democratico decideremo insieme».
Ha insistito sull'abbandono dell'aggettivo Pavese. «Oltrepo è l'Oltrepo e basta, so che al ministero faranno resistenza, ma non ci sono dubbi in merito, ho chiesto anche la consulenza di due storici. Oltrepo non si confonde con nessun'altra zona, né il Mantovano, che è Lambrusco Mantovano, né con il Piacentino, che è tutto a sud del Po. Togliere Pavese, però, non va inteso come un desiderio di staccarci dal capoluogo, assolutamente. La provincia di Pavia in agricoltura è il riso della Lomellina e del Pavese e il vino dell'Oltrepo».
I risultati della nuova politica del consorzio si misurano anche in termini economici.
Con evidente soddisfazione un agricoltore ieri mattina all'assemblea ha fatto notare che il prezzo all'ingrosso della Bonarda negli ultimi mesi è aumentato: da 0,90 euro a 1,20 euro il litro.

Carlo E. Gariboldi