E Milano abbracciò Agostino
MILANO. Tra inni gregoriani, cortei di padri agostiniani in nero, monsignori in porpora, fasce tricolori, turiboli, folla, è stato il gran giorno di Agostino e Ambrogio. «Ringrazio la città di Pavia nelle persone del sindaco Albergati e del rappresentante della diocesi monsignor Cobianchi», ha detto il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi, iniziando il rito in Duomo. Il corteo da Pavia è arrivato alle 17.45. Il cardinale ha accolto all'ingresso del duomo l'urna con le sacre reliquie di Sant'Agostino.
«Benvenuto tra noi», ha esclamato accogliendo l'urna dai custodi delle chiavi che l'avevano accompagnata: il sindaco Andrea Albergati, monsignor Siro Cobianchi a nome del vescovo e il priore della comunità agostiniana pavese padre Gianfranco Brembilla. Dopodichè è cominciato il rito vero e proprio. Le due casse con le reliquie, quelle di Sant'Ambrogio e quella di Sant'Agostino, sono state portate sull'altare a sinistra dell'altar maggiore. Nel frattempo si è accesa la grande luce della vetrata che era stata confezionata appositamente e che rappresenta il vescovo Ambrogio all'atto di accogliere Agostino che si sta convertendo. Nel frattempo Albergati e le altre autorità si sono accomodate nei primi banchi della navata. Il rito è proseguito col canto del vespro. Dopodichè l'officiante ha letto la «notizia di Sant'Agostino»: in pratica il racconto della vita di Agostino vescovo e dottore della chiesa, con la nascita nel 354, l'inizio dell'insegnamento di retorica prima a Roma e poi a Milano, la conoscenza della filosofia platonica, l'incontro con le omelie di Ambrogio a Milano, la conversione del rettore nord-africano che era venuto a Milano a cercare gloria e denaro e incontra invece la fede. Agostino nella sua opera principale, le Confessioni, ricorda il giorno del Battesimo, ricevuto insieme ad Alipio, suo allievo e discepolo, e al figlio Adeodato. «Fummo battezzati e da noi scomparve ogni preoccupazione della vita passata - scrive Agostino nelle Confessioni - non mi saziavo mai in quei giorni dell'infinita dolcezza con cui il pensiero guardava alla profondità del disegno di Dio sulla salvezza del genere umano». A questo punto è toccato al priore generale dell'ordine agostiniano padre Robert Prevost fare il discorso di indirizzo: «Il nostro Agostino ha vissuto una vita sempre in cammino di ricerca per incontrare Dio. Venne a Milano a cercare la gloria e dopo 30 mesi riparti rinnovato. La sua lezione continua fino ai giorni nostri». Quindi l'omelia e poi la visita al battistero di San Giovanni con il ricordo della notte tra il 24 e 25 aprile del 387, quando Agostino ricevette il Battesimo da Ambrogio.