«La card sanitaria arriva a tutti i pavesi»
PAVIA. A dare l'annuncio è stato, ieri, l'assessore Giancarlo Abelli, durante il Tavolo territoriale di confronto svoltosi al collegio Borromeo. «Tra 15 giorni tutti gli abitanti della provincia di Pavia saranno in possesso della carta regionale dei servizi: uno strumento che consentirà loro l'accesso diretto a molti servizi della pubblica amministrazione, ad iniziare da quelli sanitari». Sino a questo momento l'Asl ha distribuito 150mila card, privilegiando i cittadini i cui medici hanno già aderito al Siss: una scelta per ora compiuta da 192 tra medici di famiglia e pediatri.
E' una quota sicuramente importante: ma siamo pur sempre sotto la metà degli operatori sanitari presenti sul territorio (il numero complessivo è 461). «La maggior parte di medici e pediatri che hanno deciso di aderire al Siss è già pienamente operativa - ha sottolineato Stefano Del Missier, direttore generale dell'Asl -. L'Azienda sanitaria è chiamata ad esercitare la tutela della salute dei cittadini: la carta dei servizi è uno strumento che ci consentirà di realizzare questo nostro compito. D'altra parte il 'welfare alla lombarda" colloca il cittadino al centro del sistema: semmai sono coloro che hanno il compito di erogare i servizi che devono muoversi». Su questo punto si è soffermato anche lo stesso Abelli. «L'adozione della carta - ha spiegato l'assessore regionale - è uno degli strumenti scelti dalla giunta regionale per ridurre la distanza tra utenti ed amministrazione: il cittadino non può essere più considerato un suddito della burocrazia». Secondo Abelli «l'introduzione della carta sanitaria nella nostra provincia è un'ulteriore dimostrazione dell'eccellenza e della grande qualità del sistema sanitario pavese: il nostro è un primato che abbiamo il dovere di dimostrare di avere ben meritato, anche superando le difficoltà che un progetto di cosi ampio respiro comporta nel momento del suo avvio». Alla conferenza di ieri hanno partecipato anche Paolo Fornasari, direttore generale di Lombardia Informatica, e Luigi Sanfilippo, direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Pavia. «Il modello che si sta realizzando in Lombardia - ha affermato Fornasari - è lo stesso del progetto della carta nazionale dei servizi: un piano ambizioso che ha richiesto un grande sforzo di integrazione tra i vari sistemi informativi». Il manager di Lombardia Informatica ha ricordato che «il Siss è una rete integrata tra Asl, Azienda ospedaliera, Irccs, case di cura e tutti gli erogatori degli interventi socio-sanitari presenti sul territorio. Già da adesso può essere utilizzata anche per accedere a servizi della pubblica amministrazione, come i sistemi bibliotecari: per il futuro si sta pensando ad un suo impiego come 'carta dei trasporti" sul territorio regionale».
«La prima funzione della card è quella di contenere i dati 'salvavita" - ha spiegato Sanfilippo -. Quando il cittadino arriverà in pronto soccorso, grazie alla carta sanitaria i medici di turno potranno subito conoscere tutte le notizie sul suo stato di salute, su precedenti ricoveri ed anche su eventuali farmaci a cui è allergico. Questa carta è una grande conquista per tutte le persone che abitano in provincia. Quando sono stato chiamato a Pavia per costituire l'Azienda ospedaliera, ho trovato un buon livello tecnologico che però si fermava di fatto ad una 'vetrina informatica". D'ora in avanti, grazie alla card, sarà possibile interagire con il sistema attraverso le prescrzioni farmaceutiche e la prenotazione di visite e ricoveri». Ieri sono anche stati illustrati i costi di questa operazione, che interesserà tutti i 9 milioni e 200mila residenti in Lombardia: «Per ogni card attivata - ha spiegato Fornasari - il canone annuale per la Regione sarà di 10 euro e 33 centesimi, Iva inclusa». Un investimento importante. Perchè questa rete informatica possa effettivamente dare buoni risultati, dovrà esserci la più alta adesione possibile da parte di medici, farmacisti e (di conseguenza) anche dei loro assistiti. «Se un medico di famiglia non aderisce al Siss - ha concluso Abelli - è evidente che i vantaggi della card per i suoi pazienti risulteranno molto limitati».