Il negoziato per l'Alitalia si allunga


MILANO. Settimana decisiva per Alitalia mentre, ieri sera, è cominciata una riunione (che durerà a oltranza) fra azienda e sindacati per trovare un accordo sugli esuberi. La situazione è difficile e i lavoratori hanno dichiarato di essere in mobilitazione permanente. Oggi alle 15,30 è fissato il consiglio d'amministrazione della società che dovrebbe varare il nuovo piano industriale. Giovedi, poi, il governo dovrebbe approvare il decreto con i requisiti di sistema per tutto il settore aereo.
Si tratta di sconti sulle tariffe di decollo e atterraggio e di un taglio alle imposte sul carburante. Ma il Financial Times avverte: il pacchetto di aiuti non mette Alitalia al sicuro dal rischio di un fallimento.
Esuberi.I lavoratori Alitalia del centro direzionale della Magliana, a Roma, sono in assemblea permanente. E' la risposta alla posizione dell'azienda. Il piano del nuovo a.d. Zanichelli prevede 1.100 esuberi mentre altri 2.100 lavoratori verrebbero 'trasferiti" a società diverse che continuerebbero ad operare per Alitalia. L'incontro fra azienda e sindacati è slittato, ieri, perché i rappresentanti dei lavoratori avrebbero riscontrato 'forti discordanze" sui calcoli fatti da Alitalia in merito al possibile risparmio. Pertanto l'incontro è iniziato alle 18 ma potrebbe concludersi soltanto questa mattina. Nel corso dei vari 'incontri tecnici" sono emerse posizioni differenti fra le varie organizzazioni sindacali: ci sono quelli più intransigenti e quelli più disponibili alla trattativa. «Il piano va sicuramente modificato - dice la Cisl - ma bisogna fare di tutto per non dare alibi a chi punta allo sfascio». Diverso il parere della Cgil: «Nelle linee guida ci sono parti inaccettabili: la manovra sul personale è simile a quella del piano Mengozzi, che era stato respinto». E il responsabile del piloti della Uil: «Come possono chiedere un aumento di produttività se la flotta resta sostanzialmente la stessa?».
Azienda e governo.Il governo aspetta che Alitalia approvi il nuovo piano industriale. Poi, giovedi a Palazzo Chigi, dovrebbe varare il decreto per salvare la società dal fallimento (il tempo stringe perché entro il 20 maggio va approvato il bilancio). C'è il rischio che le autorità della Comunità europea blocchino le misure del governo, viste magari come 'aiuti di Stato", ma c'è il rischio che i 120 (ma si parla anche di 200) milioni di euro stanziati dal governo non bastino a risollevare le sorti di una società che, l'anno scorso, ha perso 511 milioni di euro. Il ministro Lunardi parla di 'misure che diano respiro" mentre il Financial Times sostiene che anche 350-450 milioni di euro «potrebbero non garantire ad Alitalia un destino diverso da quello di Sabena o Swiss Air, le compagnie belga e svizzera che hanno avviato le procedure di bancarotta nel 2001».
Romiti.«Discutere di fallimento o meno di Alitalia significa fare solo sciacallaggio perché non bisogna giocare con questo problema, ma cooperare e aiutare a risolverlo», dice Cesare Romiti. Che aggiunge: «Alitalia è una società che rappresenta il sistema del trasporto aereo del Paese. Senza di essa sarebbe un disastro. Ne risentirebbero l'industria, il commercio e il turismo».

Gigi Furini