Dal gioco delle candidature spunta un posto per Prodi a Roma
ROMA. Sorpresa. Dal gioco delle candidature per le europee, spunta la possibilità che Romano Prodi torni presto a fare il suo ingresso nel Parlamento italiano. L'effetto domino sarebbe permesso innanzitutto dalla candidatura di Mauro Zani in Emilia. Se l'esponente Ds, come sembra probabile, sarà eletto, si libererà il suo seggio per la Camera dei deputati, quello di Bologna centro.
Un seggio che sembra fatto su misura per il ritorno del leader dell'Ulivo nelle eventuali elezioni suppletive di novembre, quando cioè sarà ormai libero dal suo incarico a Bruxelles.
Per il resto, una nuova sequela di incontri ha confermato ieri che sarà Lilli Gruber a guidare la lista unitaria del centrosinistra nella circoscrizione elettorale del Centro. Per la popolare conduttrice televisiva è infatti arrivato il via libero definitivo della segreteria Ds, dopo quelli per Pier Luigi Bersani nel Nord Ovest e di Massimo D'Alema nel Sud. Nel Nord Est dovrebbe essere invece Enrico Letta a guidare il listone, dopo il rifiuto di Rosy Bindi, e nel Sud Luigi Cocilovo, numero due della Cisl. Tutte le candidature della lista Prodi saranno ufficializzate oggi, anche se ieri sera restava ancora qualche problema aperto.
Un nodo da risolvere è ad esempio quello della Sardegna. Arturo Parisi è infatti giunto a dare la sua disponibilità alla candidatura pur di sottolineare la necessità che sia eletto anche un sardo al Parlamento di Strasburgo. Un problema però di non facile soluzione «tecnica» a causa della configurazione della circoscrizione Isole, che comprende sia la Sicilia che la Sardegna. Vale a dire una regione di 5 milioni di abitanti e una di 1 e mezzo. Una sproporzione che storicamente ha reso difficilissima l'elezione di un sardo nell'europarlamento.
Parisi avrebbe dato la sua disponibilità, pur non avendo inizialmente intenzione di candidarsi, per porre con forza il problema. Per riuscire ad eleggere un sardo servirebbe infatti un accordo complessivo che permetta di far convergere sull'eventuale candidato anche una parte di voti siciliani. Pierluigi Castagnetti si diceva ieri convinto che una soluzione sarebbe a portata di mano, «un nome molto buono» che farebbe rientrare la disponibilità di Parisi. Un nome che secondo indiscrezioni potrebbe essere quello di Antonello Soro. Se poi Parisi dovesse essere candidato, ed eletto, lascerebbe libero il collegio storico di Prodi, dove fu eletto nel 1996 per poi diventare presidente del Consiglio. In questo caso Prodi e Parisi si darebbero il cambio in una sorta di staffetta fra Parlamento italiano ed europeo.
Massimo D'Alema è intanto tornato ieri a sottolineare la differenza fra le candidature della lista Prodi e quelle del centrodestra. «La differenza - sostiene infatti - è che noi presentiamo candidati veri, che effettivamente si candidano a rappresentare il nostro Paese nel Parlamento europeo». Chi vota Berlusconi o Fini, aggiunge invece, «lo fa per eleggere Tizio e Sempronio che non sa neanche chi è». «Una truffa consentita», accusa D'Alema.