Semaforo verde per i tessili, 87 euro in più nella busta paga

ROMA.Accordo raggiunto per gli oltre 650 mila lavoratori occupati complessivamente nel settore tessile- abbigliamento, che incassano un aumento medio di 87 euro.
I responsabili sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno infatti firmato con l'associazione delle imprese Federtessile il rinnovo del contratto nazionale sia per la parte normativa, a valenza quadriennale, sia per quella economica, relativa la prossimo biennio.
Elemento importante dell'intesa, hanno sottolineato i sindacati, è la difesa del potere d'acquisto del salario dei lavoratori attraverso un incremento salariale mensile medio a regime di 87 euro per il terzo livello intermedio, 85 per il terzo livello, e 79 per il secondo.
Gli aumenti saranno corrisposti in tre tranche, di cui la prima (del 40%, pari a 34,4 euro) sarà erogata dal primo aprile 2004. Le altre due tranche del 30% ciascuno saranno erogate dal primo gennaio 2005 e dal primo agosto 2005 (per le aree di obiettivo 1, vale a dire il Mezzogiorno, si è convenuta una diversa decorrenza degli aumenti salariali).
Piena soddisfazione per il raggiungimento di un accordo unitario e «senza un'ora di sciopero» è stata espressa da tutte e tre le sigle sindacali. Sul piano normativo i rappresentanti dei lavoratori mettono in risalto «il piccolo risultato a livello economico, ma grande sulla linea di principio», rappresentato dall'equiparazione tra operaie e impiegate per la maternità.
Ad entrambe le categorie di lavoratrici spetterà con il nuovo contratto il 100% della retribuzione nel periodo di assenza obbligatoria. I sindacati mettono inoltre in evidenza come siano stati rafforzati alcuni elementi di 'codecisione" e sia stata rafforzato il diritto all'informazione, nonchè quello della formazione permanente.
«Si sono accresciuti gli spazi di democrazia economica allargando i diritti di informazione, consultazione e codecisione - spiega Pasquale Rossetti, segretario generale Uilta - con la conseguente possibilità per i lavoratori di incidere di più sulle scelte aziendali».
Soddisfatto anche Sergio Gigli della Femca-Cisl, che ricorda come non sia stato modificato l'orario di lavoro e sia stato mantenuto «assolutamente volontario lo straordinario».