Generali volta pagina: esce Biasi, entra Consolo

TRIESTE.Parte il nuovo corso delle Generali, con l'impronta di Antoine Bernheim (nella foto), che rivendica la pienezza del mandato triennale appena incassato con il voto dell'assemblea al vertice del Leone, e con l'effetto Tremonti, che scompagina nel finale le carte per il nuovo cda, portando all'uscita del numero uno della Fondazione Cariverona, Paolo Biasi, a favore di Claudio Consolo. Ma anche all'insegna del rafforzamento della presa di Mediobanca che, oltre ad aver superato il 14% del capitale, esprime tre componenti dell'esecutivo su sette, con il presidente Gabriele Galateri, il direttore generale Alberto Nagel, e il presidente del Patto di Piazzetta Cuccia, Piergaetano Marchetti.
«Non ho mai preso alcun impegno a dimettermi prima della fine del mandato nè sono a conoscenza di patti segreti», puntualizza Bernheim.
«Quando sono stati presi accordi in Mediobanca nella primavera del 2003 - aggiunge il banchiere francese, riferendosi alla pax nella galassia Mediobanca-Generali - è stato deciso che io restassi in consiglio. Si è detto per un anno, ma non era limitativo». Nella stessa sede, sottolinea poi Bernheim, sono stati ridisegnati anche i rapporti tra compagnia e azionista di riferimento, che ha definito «cordiali e amichevoli» ma non di «asservimento, come avvenuto in passato».
Sull'indipendenza del management, Bernheim è tornato più volte, quasi a voler contraddire quanti per settimane lo davano a un anno dalla pensione.
Quanto al rinnovo del consiglio, tutto era pronto, ma il decreto di attuazione della riforma delle Fondazioni, siglato giovedi sera prima di partire per il G7 con una casistica sulle incompatibilità tra cariche negli enti e società bancarie e finanziarie sottostanti controllate o partecipate, che ha spinto Biasi al passo indietro nel corso della mattinata.
«Un colpo tra capo e collo», lo definisce a conferma della sorprese un neo consigliere del Leone, mentre Bernheim spiega che «l'incompatibilità riguardava Biasi ed era quindi un suo problema».
Quasi naturale, quindi, che lo stesso Biasi designasse un suo sostituto, l'avvocato e professore universitario Claudio Consolo, nell'ambito di una procedura che non ha coinvolto gli amministratori, perchè, ricorda Bernheim, l'indicazione spetta agli azionisti.
Per il resto, tutto secondo le attese della vigilia, con il cda ridotto da 20 a 19 consiglieri, con gli ingressi di Ana Patricia Botin («soddisfatta» di essere la prima donna nel consiglio del Leone), Laurent Dassault, Diego Della Valle, Alberto Nagel e Vittorio Ripa di Meana.