La Finanza perquisisce anche la banca dei Borra

MILANO.Si allarga il filone dell'inchiesta tuttora aperta sullo scandalo dei fallimenti in cui sono coinvolti i fratelli Angelino e Caterino Borra. Ieri mattina il Nucleo provinciale della Guardia di Finanza ha compiuto una perquisizione nei locali della Banca CrediEuroNord, un istituto di credito vicino alla Lega Nord, dove gli imprenditori pavesi avevano aperto i loro conti.
Nella circostanza si è appreso che oltre ai fratelli Borra e alla commercialista Carmen Gocini (considerata la mente della trama che avrebbe portato alla sottrazione di diverse decine di miliardi di lire dalle procedure fallimentari di cui era curatrice) vi sono altri tre indagati. Si tratta di altrettanti funzionari della banca perquisita ieri. Nei loro confronti è ipotizzato il reato di riciclaggio, lo stesso contestato ai Borra, in quanto vi è il sospetto che siano state compiute operazioni illecite per ripulire il denaro frutto dei peculati e delle appropriazioni indebite contestate alla Gocini.
Gli inquirenti sospettano insomma complicità da parte dei funzionari della banca in operazioni non del tutto corrette, definite artifici contabili. Intanto per i fratelli Borra è stato ipotizzato dai pubblici ministeri Giulia Perrotti e Margherita Taddei anche l'accusa di detenzione di armi in relazione al materiale rinvenuto nei locali di loro pertinenza a Bressana Bottarone, Zinasco e Montebello della Battaglia. Ora, in attesa che la Corte di Cassazione si esprima sulla richiesta di remissione ad altra sede giudiziaria per legittimo sospetto, formulata dai fratelli Borra e dalla Gocini, nello stralcio relativo alle prime otto procedure fallimentari alterate, mandato all'esame del Gup Cristina Mannocci, i tre indagati rimangono in stato di detenzione. A piede libero invece i funzionari di banca i cui nomi sono appena entrati nelle indagini preliminari ancora aperte. Ieri le Fiamme Gialle hanno prelevato il materiale relativo ai conti dei due imprenditori pavesi.
Annibale Carenzo