Doherty a Fisica: «Vi racconto come si vive su Marte»
PAVIA. «Professor Doherty, lei che è stato il primo uomo ad andare su Marte ci racconta com'è?». Il grande fisico Paul Doherty non batte ciglio: si accarezza i lunghi capelli chiusi a coda di cavallo, sbatte gli occhi azzurro Finlandia e risponde ridendo: «Oh yes! Surely I travelled to Mars» («Si, è vero, sono proprio andato su Marte)».
Lei è un grande comunicatore piuttosto fantasioso, non è vero?
«Ovviamente scherzo, ma nemmeno poi troppo. Attraverso l'Exploratorium Teacher Institute di San Francisco, in California, di cui sono uno dei maggiori esponenti dal 1997 e attualmente il senior scientist (lo scienziato anziano, ndr), posso dire di conoscere tutto ciò che la missione Mars Explorer ha finito rivelato, come se effettivamente su quel modulo marziano ci fossi anch'io. Guardi qua. La vede questa capocchia di spillo?».
Si, che cos'è?
«E' un frammento della superficie del pianeta. L'ho portata per mostrarla in Italia».
Cos'è l'Exploratorium?
«E' un programma pubblico sviluppato a San Francisco per accompagnare la missione dei veicoli della Nasa che stanno ispezionando la superficie di Marte. In pratica, è un museo di scienza, arte e percezione umana e l'ha fondato nel 1969 Frank Oppenheimer, che era il fratello minore di Robert, famoso per la costruzione della prima bomba atomica di cui poi si penti clamorosamente».
Torniamo su Marte, okay?
«L'Exploratorium è stato creato nell'ambito di un programma di formazione rivolto alla scuola, per divulgare le scoperte a migliaia e migliaia di studenti e per insegnare ai docenti di ogni ordine e grado a insegnare la scienza. Offrirò un saggio della nostra attività durante la Settimana dell'Astronomia di Roma, a cui sono stato invitato e che si conclude dopodomani ( domani, ndr). E altrettanto faccio oggi a Pavia».
Se ci fosse la possibilità di stare su Marte, che cosa si vedrebbe?
«La prima cosa da guardare sarebbe il cielo, color rosso sangue. Non è un caso che gli antichi chiamassero Marte il dio della guerra. Senza la polvere, il cielo di Marte sarebbe nero, come il cielo sulla terra a un'altezza di 70 chilometri, livello alq aule l'atmosfera terrestre ha la stessa densità della superficie di Marte. Le immagini di Mars Pathfinder mostrano che la polvere del pianeta è rossa, o meglio di color marrone rossiccio e giallo, perchè è fatta di 'limonite", un miscuglio di minerali di ossido di ferro idrato».
Su Marte l'udito funziona?
«Poichè la densità dell'aria è cento volte più bassa, l'intensità del suono è cento volte inferiore».
Che odore si sente?
«Una puzza di anidride carbonica, dal momento che l'atmosfera marziana è fatta al 95% da anidride carbonica e il resto soprattutto da azoto. Le più recenti analisi hanno anche identificato componenti di zolfo, che aggiungono probabilmente un odore di uovo marcio».
Qual è il nostro peso su Marte?
«La gravità è circa un terzo di quella della Terra, anzi esattamente lo 0,37%, e quindi il nostro peso sarebbe di un terzo».
Com'è la luce?
«Accecante. I raggi ultravioletti sono quelli del deserto equatoriale, dove non c'è la protezione dell'ozono. Per cui saremmo accecati dopo quindici secondo di esposizione ai raggi del sole».
C'è acqua?
«I sondaggi hanno trovato tracce di acqua nel passato. La superficie vicino all'equatore contiene solo il 3% di acqua, mentre le calotte polari hanno notevoli quantità di ghiaccio. L'astronave in orbita marziana porta radar che stanno cercando l'acqua sotto la superficie».
Si può cucinare?
«Impresa difficile: la pressione è cosi bassa che l'acqua bolle a zero gradi. Bisognerebbe usare pentole a pressione».