Sadr minaccia: scatenerò i kamikaze

ROMA. Un militare italiano ferito a Nassiriya. Un soldato bulgaro ucciso a Kerbala. I ribelli sciiti che da Najaf tornano a minacciare un'ecatombe se le truppe americane violeranno la città santa per tentare la cattura di Moqtada al Sadr. E la rivolta sunnita che ribolle a Falluja. È stata un'altra giornata di scontri armati e di tensione nell'Iraq del dopo Saddam. Dopo i quattro attentati messi a segno martedi a Bassora, la guerriglia irachena ha ricolpito nel sud del paese.
Dove in molte localita della provincia di Dhi Qar si stanno svolgendo le consultazioni comunali. E ancora una volta nel mirino è finito il contingente italiano. L'agguato è avvenuto ieri di primo mattino ad Al Garraf, 25 chilometri a sud di Nassiriya, quando un commando di miliziani armati di kalashnikov ha sparato numerose raffiche contro una pattuglia di bersaglieri dell'11mo reggimento mandati a in servizio di sorveglianza. I soldati di guardia al seggio elettorale hanno risposto al fuoco e nello scontro è rimasto ferito il caporal maggiore scelto, Silvio Teodori. Se la caverà in tre giorni.
Quanto alle indagini, tutto punta sui ribelli capeggiati dal leader radicale sciita al Sadr. «L'obbiettivo degli attentatori era quello di non far votare la gente. Tant'è che venuta a mancare la cornice di sicurezza le elezioni sono state sospese. Ma non ci faremo intimidire», ha dichiarato a sera il portavoce dell'Autorità provvisoria di coalizione, Andrea De Angelis.
Tra proclami di guerra e minacce di insurrezione, però, i combattimenti sono proseguiti ieri su diversi fronti. Nella moschea di Kufa, alle porte di Najaf, è stato lo stesso al Sadr a tenere il sermone del venerdi. E ai fedeli raccolti in preghiera ha promesso che se le città sante verranno profanate i suoi miliziani si trasformeranno in bombe a orologeria pronte a espoldere «sul volto del nemico fino al completo sterminio delle forze di occupazione». Molti aspiranti kamikaze avrebbero già chiesto l'autorizzazione al martirio. «È solo una questione di tempo», ha ripetuto al Sadr mentre già ieri ci sono stati pesanti combattimenti attorno a Karbala, l'altra città santa del paese. Negli scontri andati avanti per molte ore ci sarebbe stato un alto numero di vittime. Certamente ha perso la vita un soldato bulgaro. Ma ieri anche l'Iran ha rimesso in guardia gli Usa che vogliono la testa di Al Sadr e assediano Najaf e Karbala, pronti a entrare con la forza. «Gli Usa devono pensarci molto bene prima di lanciarsi in un'operazione pericolosa», ha ammonito da Teheran il presidente del parlamento iraniano Mehdi Kurubi.
La tensione continua a salire anche nella città sunnita di Falluja. I ribelli non consegnano le armi e gli americani premono per sedare manu militari un'insurrezione che minaccia di dilagare.
Ai soldati Usa, intanto, toccherà anche il compito di rimpiazzare i colleghi spagnoli in partenza da Najaf. Un problema in più, per l'amministrazione Bush che in patria è alle prese con la polemica sulle troppe bare che fanno ritorno dall'Iraq, coperte dalla bandiera, e che la Casa bianca non vuole mostrare all'opinione pubblica. Immagini e fotografie drammatiche finite invece sulla stampa.(n.a.)