Dovevano sposarsi a settembre
VIGEVANO. «Dovevano sposarsi a settembre, avevano fissato anche il giorno, il 9 settembre: si volevano un gran bene, per noi è una tragedia». Una parente di Gilberto Mussi se ne va affranta da via Buonarroti col marito. Ha poca voglia di parlare, ripete solo «per noi questa è una tragedia». La ragazza, spiegano, era stata presentata alla famiglia e quindi anche a loro. Parlano bene di entrambi, una bella coppia, dicono, molto affiatata. Un progetto di matrimonio, del resto, non si improvvisa.
«Convivevano da quattro anni - spiega la parente - era un bel rapporto, si volevano molto bene». Di lei, di Lovina Oboh, anche una vicina dice che era una ragazza molto simpatica e gentile. In Italia doveva aver trovato il suo nuovo mondo, aveva gettato le basi per un futuro che prometteva per lei la felicità. E si stava impegnando attivamente per costruirlo quel futuro sereno.
«Stava anche imparando l'italiano - spiegano i parenti, mentre se ne vanno da via Buonarroti - andava a scuola per imparare bene la nostra lingua». I suoi sogni di sposa felice, invece, si sono spenti tragicamente ieri pomeriggio. I vicini non vedranno più i suoi occhi sorridenti e il suo volto espansivo, salutare la gente del quartiere. Dice un'anziana vicina: «Quando la incontravo con il mio nipotino lui le diceva 'ciao", e lei rispondeva 'Ciao, bello", sempre sorridente». Chi l'ha conosciuta ne parla solo bene. Cosi come la responsabile del corso di lingua italiana per stranieri che è stato organizzato nei locali della scuola media Bussi. «L'aspettavo oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) alle 14.30, a scuola - spiega l'insegnante - ma non si è presentata. Frequentava volentieri e regolarmente il corso, con interesse, dal mese di ottobre, ed era motivata. Voleva sposarsi a settembre, ce lo aveva detto, e poi il prossimo anno voleva frequentare un corso per diventare assistente agli anziani». Una ragazza molto generosa d'animo, che pensava quindi di aiutare gli altri, e di farlo con professionalità, dopo aver seguito un serio corso di formazione. Una ragazza socievole, che si era integrata perfettamente con gli altri studenti stranieri che frequentavano la scuola di italiano della 'Bussi", vicino al municipio di Vigevano. «Il 4 aprile - spiega ancora l'insegnante - siamo andati in gita a Venezia, c'era anche lei. Era contenta, aveva comprato un sacco di regali». Con lei tutto il gruppo degli studenti stranieri che cercano di imparare l'italiano per integrarsi sempre di più a Vigevano. Lovina pensava a costruire il suo futuro, come tante ragazze che sognano il matrimonio, una famiglia, un lavoro. Ieri pomeriggio il cadavere di questa ragazza che desiderava un avvenire migliore è stato trovato nell'appartamento in cui viveva, in via Buonarroti al civico 18. Dice la signora anziana, affacciata alla finestra di una palazzina di via Buonarroti, adiacente a quella in cui viveva Lovina: «Era simpatica, poverina, mi dispiace tanto per quello che le è successo, mamma mia. Lo raccontavo che era una persona per bene, si vedeva, era una ragazza cosi sorridente».