Gatto, sono zampate da A1

JESI. E adesso sotto con Bologna. Trascinata da Ivan Gatto in versione A1 che ha disputato a Jesi la sua migliore partita, l'Edimes ha anche difeso quando, nel terzo quarto tutto sembrava perduto, mostrando i denti. Gatto? Le sue cifre, pur buone (4/9 da 2 punti, 5/7 ai liberi, 10 rimbalzi di cui 5 in attacco, 3 recuperi, 18 di valutazione), non dicono tutto quello che ha fatto: la difesa eccellente sul miglior pivot del campionato, James Singleton, la carica agonistica, la determinazione con cui si è battuto, compreso l'orgoglio di rispondere, in perfettoamerican-english , alle provocazioni dell'avversario americano. Il suo esempio ha svegliato Pavia che ha reagito nel momento peggiore (-16) e all'inizio dell'ultimo quarto ha messo la freccia del sorpasso. E in tribuna a gioire e soffrire c'era Federico Bellina, che giovedi toglierà il gesso alla mano e domenica potrebbe già essere in panchina a Bologna. La ciligiena? Malik Dixon, che oltre al solito consistente bottino, ha fatto girare la squadra come un orologio.
«E' stata una lotta - attacca Ivan Gatto - siamo stati bravi a crederci anche quando siamo andati sotto di 16 punti. Questa è la mentalità da play off. In difesa abbiamo disputato una delle nostre migliori partite, finalmente stiamo lavorando duro. E' un po' tardi, ma ci servirà ai play off. Si, nel terzo quarto abbiamo fatto vedere il miglior basket dell'intera stagione». L'Edimes incrocerà la strada della Carisbo. «Mi dà grandi motivazioni affrontare subito questa grande squadra. Bologna è candidata alla A. Sarà di sicuro una bella serie». E Gatto? Ormai gioca da A1? «Era tanto che non giocavo con continuità e a inizio stagione avevo addosso un po' di ruggine. Tolta quella ho acquisito maggiore sicurezza nei miei mezzi. Con la fiducia del gruppo sto finalmente dimostrando chi sono». Si parla del duello con Singleton. «Ha iniziato a provocarmi, urlandomi in faccia in slang che mi avrebbe schiacciato in testa e fatto vedere chi era. Non sapeva che ho giocato cinque anni in America e capisco ogni parola. Dopo due rimbalzi in attacco, gli ho risposto a dovere. Non sono uno sbruffone, ma non mi lascio mettere i piedi in testa da nessuno». Confuso fra i tifosi c'era Federico Bellina. «Speriamo sia l'ultima volta che guardo la partita dalla tribuna - spiega - . Ho sofferto, ma abbiamo dato una bella dimostrazione di carattere. Anche se non è servito per la classifica. Conta però a livello morale e di carattere, perché rafforza la convinzione che possiamo giocarcela alla pari con ogni avversario da qui in poi. La FuturVirtus? sappiamo che sono forti ma anche che possiamo sbancare Casalecchio». Malik Dixon, dopo un inizio in sordina, è stato decisivo non solo per i punti segnati, ma anche in cabina di regia. «A inizio partita sbagliavo tiri che solitamente segno. Per cambiare il corso della gara ho giocato più aggressivo, aprendo spazi ai compagni. Ero consapevole che avrei potuto penetrare in qualsiasi momento e sapevo che Jesi avrebbe cercato di difendere duro su di me. Quando l'ho fatto la gara è cambiata». In queste ultime gare Dixon sta trovando un giusto mix fra la regia e i tiri che si prende sempre: «A metà stagione sono andato fuori ritmo, le cose non andavano sempre bene. Ho iniziato a parlare con i compagni, a pensare più spesso di trovare tiri facili e a mettere pressione alla difesa avversaria. Cosi le cose sono cambiate. Bologna? Sarà una guerra. Hanno la squadra più talentuosa della Lega. Dovremo lottare duramente per vincere, ma se ognuno di noi porterà qualcosa in più possiamo eliminarla».
Maurizio Scorbati MARTINEZ.Una striscia di 7 punti all'inizio del secondo periodo, ma un rimbalzo in 14' è davvero troppo poco. Ora che ha la fiducia del tecnico si faccia strada coi gomiti. E salti. Forza! Voto 6.