Le cellule cordonali per i trapianti: esperti a confronto in sala consiliare
BINASCO.Giovedi nella sala consiliare del castello di Binasco, si è svolto un incontro, organizzato dal comune di Binasco in collaborazione con Avis Admo, che ha riguardato i trapianti di cellule staminali del cordone ombelicale. Sono intervenuti: la dottoressa Laura Salvaneschi (primario del centro trasfusionale del Policlinico S.Matteo di Pavia), il dottor Fabio Motta (consigliere Admo della Lombardia) e Luigi Malini (coordinatore Admo della Lombardia). Un argomento ancora poco conosciuto tra l'opinione pubblica quello dei trapianti di cellule staminali cordonali e, proprio per questo, degno di attenzione.
«Questa sera parleremo della vita e dei tentativi che si fanno per salvarla» ha aperto il suo intervento Laura Salvaneschi dopo una presentazione della serata dell'assessore ai servizi sociali Nicoletta Guerriero. Uno di questi tentativi è rappresentato appunto dal trapianto di cellule staminali che si ricavano dal sangue del cordone ombelicale dei neonati. Premesso che le cellule staminali sono cellule potenzialmente in grado di svilupparsi in alcuni tipi di tessuti e capaci di dare origine a qualsiasi tipo di tessuto, sostituendo le cellule danneggiate con nuove cellule sane, si comprende quindi subito l'importanza di questo tipo di donazione che non presenta rischi o complicazioni e che può salvare la vita di una persona affetta da una patologia altrimenti fatale.
La dottoressa Salvaneschi ha spiegato che nel momento del parto - previo il consenso anticipato dei genitori - è possibile prelevare dal sangue contenuto nel cordone ombelicale che univa la madre al suo bambino alcune cellule staminali che serviranno per successive operazioni di trapianto oppure per la ricerca scientifica (ad esempio per studiare la possibilità di moltiplicare le stesse cellule staminali).
Il primario del centro trasfusionale del policlinico di Pavia ha ricordato inoltre che, mentre prima il cordone ombelicale dei neonati veniva buttato via o, addirittura, utilizzato per la fabbricazione di prodotti cosmetici, oggi, invece, può essere utilizzato per uno scopo ben più nobile: quello di salvare delle vite umane. E' sufficiente che la madre ne autorizzi il consenso e si sottoponga ad alcuni esami del sangue di routine prima e dopo il parto.
Il prelievo del sangue dal cordone ombelicale verrà effettuato direttamente in sala parto - da un'equipe ostetrica adeguatamente preparata - subito dopo la chiusura e la recisione del cordone ombelicale. Il sangue, prelevato da un vaso sanguigno del cordone, verrà poi immesso in sacche apposite e trasportato (nell'arco delle 48 ore successive all'operazione) alla più vicina Banca del Cordone dove verrà analizzato, poi congelato e conservato ad una temperatura di -140 gradi; disponibile per essere utilizzato in caso di richieste di trapianto. E' garantita, naturalmente, la massima riservatezza sui dati della madre, che, trasformati in codici, verranno inseriti in un circuito dati collegato in rete in tutto il mondo.
Fabio Motta, consigliere Admo della Lombardia, ha illustrato i dati degli ultimi anni: sono state raccolte 15.000 unità di cui 5.000 sono state quelle utilizzabili per trapianti (con un rapporto di 1 a 3) e ha ricordato che attraverso una donazione di cellule staminali dal cordone ombelicale si può contribuire a salvare una vita umana.
«Non rinunciamo a fare del bene e anche a dare sempre il meglio di noi stessi», ha esortato i presenti Luigi Malini, consigliere Admo della Lombardia, citando una celebre frase di Madre Teresa di Calcutta. Mario Tamborini, presidente dell'Avis Admo di Binasco, si è prefissato un obiettivo per quest'anno: «Contiamo di arrivare a mille donatori iscritti nella nostra sezione». Oggi, a Binasco e nell'hinterland, i donatori potenziali sono già ottocento. «Quello che davvero conta per noi è solo vedere i malati che guariscono grazie alle donazioni» ha concluso Tamborini. La sezione dell'Avis Admo di Binasco ha sede presso il Castello Visconteo. I numeri telefonici sono: 02905252 e 029052808, l'email è: avisadmo@tiscalinet.it
Alessandro Zaino