Ecco il progetto del campo nomadi
VOGHERA.Eccolo, finalmente nero su bianco, il progetto di campo nomadi. Pardon: 'area di sosta attrezzata per i Sinti residenti", visto che il tema è delicato e i termini sono tanto importanti da scatenare vere e proprie battaglie in consiglio comunale. Il progetto, elaborato dall'ufficio tecnico del Comune, è stato presentato l'altra sera in commissione territorio insieme alla variante urbanistica necessaria per iniziare l'iter di esproprio dell'area dove verrà realizzata l'area di sosta. Area, va ricordato, che si trova alle porte di Voghera, lungo la statale per Casteggio, tra lo svincolo della nuova tangenziale e la ferrovia.
I 284 mila euro messi a bilancio dall'amministraziine serviranno ad attrezzare un'area di 3.100 metri quadrati con 18 piazzole di sosta, ognuna allacciata alla rete elettrica, del gas e dell'acqua. Sempre nero su bianco, la giunta ha tenuto a precisare che chi andrà ad abitare nell'area attrezzata (solo residenti già censiti dal Comune) non potrà subaffittare o cedere la piazzola assegnata, e dovrà pagarsi luce, gas e acqua. I 284mila euro serviranno inoltre a recintare la zona con una siepe, ad alberare le piazzole, a trasformare il campo che seprara la zona scelta per l'area di sosta in una sorta di giardino verde tra i 'moduli abitativi" e i binari della linea ferroviaria Voghera-Piacenza e dagli stabilimenti della Grove, oche decine di metri oltre i binari. Moduli abitativi, come li definisce il progetto, è un eufemismo per definire le roulotte in cui da tempo vivono le 15 famiglie sinte trasferite dieci anni fa nel cortile sud dell'ex caserma di cavalleria, e i container comprati dalla giunta Scotti per dotare il campo nomadi, se non altro, di servizi essenziali come bagni e docce calde.
Il progetto dell'area attrezzata arriverà in consiglio comunale, per l'ultimo via libera, martedi prossimo. Il passaggio tecnico in commissione territorio, però, non è stato del tutto indolore: hanno votato a favore Armando Marchetti di Forza Italia, Gianni Cagnoni dell'Udc, e Sergio Vitellini di Rifondazione. Non hanno partecipato al voto Rino Tacconi dei Ds, Severino Dellagiovanna dello Sdi e Alberto Campanella della Lega. Il via libera è arrivato comunque, visto che nelle commissioni consiliari ogni componente rappresenta i consiglieri in aula e, quindi, Forza Italia e l'Udc non hanno avuto problemi a garantire la maggioranza. Campanella ha sollevato una serie di questioni tecniche che sembrano nascondere la difficoltà con cui il Carroccio vota, per disciplina di coalizione, un progetto che non ha mai digerito. Tacconi, Barbieri e Dellagiovanna, invece, non hanno votato rimandando tutto alla discussione in aula.
«Come prassi non votiamo in commissione - spiega Taccon -. Preferiamo esprimere il nostro parere in aula insieme agli altri consiglieri. E in aula voteremo a favore del progetto. Al momento, però vorremmo proporre qualche quesito: se l'area attrezzata è solo per i residenti cosa facciamo con i nomadi in transito? E se qualcuno in una carovana di passaggio sta male? O se, al limite, arrestano un nomade e la famiglia si deve fermare per il processo? E' solo una domanda, ma è una questione che va risolta, visto che si è già presentata in passato e che in futuro, prevedibilmente, si ripresenterà».
Altra carne al fuoco per il dibattito in consiglio di martedi che, prevedibilmente, sarà infuocato. Nel frattempo, Sergio Vitellini 'tira le orecchie" al centrosnistra: «La commissione era un passaggio tecnico: il progetto si poteva votare senza sollevare ancora divisioni e problemi». (s. ro.)