"No, no Nanette" fra luci e ombre Inutili certe forzature "da rivista"

PAVIA.Quando un genere di spettacolo diventa popolare ed è commercialmente strategico rispondere prontamente alle richieste del pubblico, spesso lo si configura in edizione economica, pressappoco come avviene per i romanzi. E cosi, da alcuni anni a questa parte, con il ritorno in voga dell'operetta, si vedono messinscene effettuate da improvvisate compagnie di giro, che vendono prodotti indirizzati unicamente al consumismo immediato e confezionati senza rigore. Questo non succede, invece, per 'Tea for Two", ovvero 'No, no, Nanette", proposto al Teatro Fraschini dalla Compagnia di Corrado Abbati, il quale anche stavolta offre un allestimento curato, di buon gusto e dal ritmo scorrevole, allegro come conviene, puntando su un equilibrio dosato in maniera quasi geometrica nella recitazione, nel canto, nel contenuto dei fatti narrati. Contrassegnato da uno stile elegante, ma forse un po'datato, lo spettacolo non è esente, però, da alcune forzature, come certe tipizzazioni eccessive, inutili aggiornamenti nei dialoghi o concessioni alla rivista nostrana, che finiscono col mitigare l'efficacia dell'impatto complessivo. Nelle scene essenziali di Alfedo Troisi, sfoggiando i ricchi costumi d'epoca di Artemio, gli interpreti affrontano con spigliatezza un testo già difficile in sé per la compresenza di lunghe parti recitate, canzoni e balletti, che coinvolge tutti in uguale misura. Mentre una piccola formazione di danzatori e danzatrici in bella mostra di abiti e gambe dà vita con indiavolata frenesia alle appropriate, se pur non fantasiose, coreografie di Francesco Flora sulle coloriture e sulle consistenze delle dolci melodie e degli elettrizzanti motivi charleston o fox di cui l'operetta abbonda (proposti, purtroppo, su base registrata), un Corrado Abbati in grande forma sfrutta disinvoltamente ogni astuzia della ribalta per regalare la necessaria 'verve" al signor Smith, alle sue battute, alle sue 'trame". Marika Marangon è proprio come dovrebbe essere Nanette: un concentrato di delicatezza, sensibilità, romanticismo, innocenza, infelicità, ribellione. Ricordando Doris Day, mostra radiosa naturalezza, qualità vocali, sguardo, sorriso, simpatia accattivanti. Fra gli altri si segnalano le individualità spiccate di Elisabetta Fantetti, delicata Susanna, e del godibile trio costituito da Francesca Dulio, Stefania Brianzi e Francesca Araldi, rispettivamente impegnate nei frizzanti ruoli di Betty, Zinnie e Flora. Si hanno, poi, le conferme professionali della sempre pimpante Antonella De Gasperi, di Fabrizio Macciantelli, Matteo Mazzoli, Giada Bardelli. Una segnalazione a parte per Gabriele Bonsignori. La vicenda brioso-sentimentale di Youmans arriva, cosi, chiara e festosa. E ottiene convinti applausi dal pubblico. (f. cor.)