Maria, addio tra dolore e sospetti La nonna: «Lasciateci in pace»
BRINDISI.«Il più delle volte le grida e le domande dei bambini non si possono sentire ma si possono vedere perché sono scritte nel corpo e traspaiono dai loro sguardi». A parlare, con tono duro e deciso, è monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Oria che ieri, nella chiesa di San Giuseppe a Latiano, ha pronunciato l'omelia davanti alla bara di Maria, 2 anni e 7 mesi, seviziata lunedi 5 aprile. Con le teste abbassate e gli sguardi assenti c'erano i genitori della bimba, Tiziana Deserto e Massimo Geusa, accompagnati dai nonni materni. L'ultimo saluto a Maria è cosi avvenuto tra dolore e sospetti. «Andate via, lasciateci in pace», ha urlato la nonna della bambina contro i giornalisti e i fotografi. A parlare poi è stato il nonno, Alvio Deserto: «Quello che è accaduto è mostruso. Nemmeno gli animali possono arrivare a tanto». E le parole taglienti e significative del vescovo hanno scosso tutti i presenti: «I figli non appartengono solo alla famiglia che li ha generati, i figli non sono proprietà di nessuno, neppure dei genitori perché sono un dono per tutti». Tra i familiari la tensione era palpabile e le dichiarazioni fatte dallo zio della bambina, secondo il quale già a Natale Maria sembrava diversa, più triste, ora sono al vaglio degli inquirenti di Perugia i quali vogliono capire se i segnali di «disagio» della bambina erano già stati evidenziati anche da altri.
Quando la bara è stata portata fuori dalla chiesa si è levato un lungo applauso, poi il feretro è stato trasportato al cimitero di Eriche dove è avvenuta la tumulazione. Ma con la sepoltura di Maria non finisce la tragica vicenda. Per l'inchiesta di Perugia la prossima settimana sarà decisiva, tant'è che gli inquirenti hanno sentito ancora una volta i medici che hanno curato Maria quando, lunedi 5 aprile, Giorgio Giorni, 32 anni, ha portato nell'ospedale di Città di Castello la bambina in gravissime condizioni. Le dichiarazioni dei medici sono state verbalizzate e ora saranno incrociate con quelle rese da Giorni, che ha confessato di aver ucciso a calci a pugni Maria, perché piangeva, ma non ha mai ammesso la violenza sessuale che, invece, è stata rilevata dai medici durante l'autopsia. Sarà dunque importante il nuovo interrogatorio al quale Giorni sarà sottoposto mercoledi 21. E fondamentale sarà il confronto, che si terrà il giorno dopo, tra l'assassino di Maria e la mamma, Tiziana Deserto. Un faccia a faccia che sarà rigorosamente videoregistrato e sul quale gli inquirenti contano molto perché solo attraverso la ricostruzione incrociata degli eventi si potrà giungere alla verità dei fatti. Giorgio Giorni ha affermato di aver lasciato sola la bambina nell'appartamento di Città di Castello, poi ha paventato l'ipotesi che in quella casa ci fosse un altro uomo. Ma l'avvocato Giancarlo Viti, che difende Giorni, ha spiegato che non vi è alcun complice e che la confessione dell'indagato è assai più complessa di ciò che appare.