La maggioranza senza numeri
PAVIA. La proposta arriva dal capogruppo della Lega Nord, Giampaolo Chirichelli, e dal vicepresidente del consiglio comunale, Vittorio Vaccari (Libera Pavia): preso atto che la maggioranza non è più in grado di governare, almeno per ora, si mettano da parte le questioni politicamente non condivise e, per il tempo necessario, si portino in consiglio comunale solo le delibere tecniche urgenti, in modo da assicurare la gestione corretta ed efficiente della cosa pubblica. «Lo diciamo per il bene di Pavia - dice Chirichelli -: è l'unica soluzione fatte salve le dimissioni del sindaco...». «Ho presentato una precisa proposta in questo senso nella conferenza dei capigruppo - ricorda ancora Vaccari - ma non tutti sono d'accordo».
A questa situazione paradossale, a questa sorta di richiesta di un «governo d'unità comunale», si giunge per una serie di problemi politici e tecnici. I primi sono noti: la maggioranza di centrosinistra, da mesi, si regge solo su ventuno voti (dopo la scelta del Nuovo Ulivo di dare un «appoggio esterno»), dove il ventunesimo non sempre è certo (quello di Roberto Agnes, dei Comunisti Italiani) e dove, infine, è sufficiente un raffreddore o un impegno personale per far mancare il numero legale in consiglio. E fosse solo questo: ciò che accade in consiglio non è che il riflesso di una situazione politica confusa. Dunque, una proposta come quella avanzata da Chirichelli (Lega) e Vaccari (Libera Pavia), di prendere atto delle difficoltà politiche e di convocare consigli comunali «tecnici», solo sugli atti amministrativi urgenti, può avere un senso. D'altro canto, la prossima settimana mancheranno due esponenti di maggioranza (il presidente Carlo Cinquini e il socialista Sergio Maggi), le due seguenti dovrebbero registrare l'assensa di Roberto Agnes (Pdci) che, ne ha diritto, prende un paio di settimane di ferie. Insomma, per tre settimane niente maggioranza in consiglio comunale, con progetti rilevanti (dai Pii alle nuove società di gestione) fermi al palo. «Si, la situazione è questa - ammette Enrico Beltramelli, capogruppo della Lista Albergati -, ma c'erano stati degli incontri a livello di segreterie per garantire la governabilità anche in ventuno. Ma sono parole: leggo della presa di posizione dei Comunisti Italiani sulla società dei tributi, che pure avevano approvato con il programma del sindaco, e prendo atto che domani (oggi, ndr) arriva Piero Fassino per la campagna elettorale della Lista Unitaria per l'Ulivo ma qui, a Pavia, di unitario abbiamo visto ben poco...». Deluso anche Giovanni Marchitelli, capogruppo dei Democratici di Sinistra: «C'è ancora un grande lavoro politico da fare, purtroppo - dice -, perché da un anno, ormai, si va avanti con il freno tirato. Lo dica pure: sono triste di questa situazione, deluso: i partiti e i loro rappresentanti erano partiti con le migliori intenzioni, si sarebbe potuto fare molto e meglio, ma per una serie di equivoci e di incomprensioni tutto è fermo. Il Nuovo Ulivo ha responsabilità per questo: stimo i suoi rappresentanti, ma francamente, anche per causa loro, non si riesce più a fare niente». Sull'idea di Chirichelli e Vaccari di convocare consigli comunali «tecnici», Marchitelli non è molto convinto: «La proposta potrebbe avere un senso, anzi lo ha. Ma cosa c'è di tecnico? E poi, sinceramente, su alcune delibere potremmo ritrovarci in minoranza e questo provocherebbe diversi problemi». Insomma, nulla di nuovo al Mezzabarba e governare è sempre più una scommessa.