«Di notte, saputa la notizia ho sentito l'auto partire...»

SPESSA.«E' partito stanotte, dopo aver appreso la notizia alla tv, credo. Ho sentito la macchina che andava via». Vittoria Sacconi, madre del sindaco, abita al piano terreno della casa popolare di fronte al Comune. La stessa della famiglia Quattrocchi. «Una vera tragedia, povera gente - sussurra l'anziana donna -. Sapevamo già da qualche giorno che Fabrizio era stato rapito dai terroristi. Lo avevamo sentito alla televisione. Mio figlio si è tenuto in contatto con loro. Non immaginavamo finisse cosi». Domenico, con la moglie e i tre figli, abita al piano superiore. «Per tutti questi giorni c'è stato un gran movimento davanti alla casa. Io però non osavo chiedere. Non so di preciso come sia andata».
Anche per lei, mamma del sindaco Vincenzo Bertoni, a Spessa da una vita, i ricordi sulla famiglia e in particolare su Fabrizio sono molto vaghi. «E' da tanti anni che sono andati via dal paese - spiega la signora Sacconi -. Ricordo che avevano un bar, proprio nella piazza del paese. Quindi era gente molto conosciuta. Ma altrettanto riservata. Grandi lavoratori, questo si. Credo siano rimasti una decina di anni. Poi se ne sono andati. Ma è passato tanto tempo. Mi ricordo che avevano tanti figli, ma di Fabrizio in particolare non potrei dire nulla. Io non lo frequentavo il bar, quindi non posso dire di averli conosciuti bene. Era però gente in gamba». Anche se abita nella stessa palazzina, Vittoria Sacconi non ha molto altro da aggiungere. «Buongiorno, buonasera, le solite cose - spiega ancora la donna -. Non posso dire altro su loro, se non che sono delle brave persone». Null'altro si riesce a sapere nemmeno dagli altri inquilini della casa. «Abbiamo saputo di quello che è successo, ma io personalmente non li conosco» dice invece un'inquilina mentre richiude frettolosamente la porta.(g.s.)