Boom di «anticipi», organici a rischio
PAVIA. Oggi in Direzione regionale scolastica si gioca il futuro della scuola pavese. Saranno esaminate le richieste del Csa e dei sindacati di Pavia che reclamano un incremento di organico per consentire una partenza regolare a settembre. Il canovaccio sul quale discutere è stato messo a punto martedi nel corso di un incontro tra il dirigente del Csa, Piero Modini, alcuni funzionari e i sindacati. Presenti all'incontro Elena Maga e Gladio Zamperini, rispettivamente segretari provinciali di Cisl e Cgil, Donata Casali per lo Snals e Francesco Iacoi per la Uil.
Scuola d'infanzia.Genitori rassegnatevi, sembra essere il messaggio da leggere tra le righe. La Direzione Scolastica Regionale non sembra infatti disposta a concedere alcun aumento d'organico. Cosa faranno allora i 704 bambini in lista di attesa in tutta la provincia? E i 268 che, a due anni e mezzo, hanno chiesto l'anticipo come previsto dalla Riforma Moratti?
Il supplizio (per le famiglie) delle liste d'attesa riguarderebbe soprattutto i centri più grandi, Pavia, Vigevano, Voghera e anche Mortara, Casorate. Ma il quadro è a tinte fosche un po' in tutto il Pavese se si pensa che ben 27 Comuni hanno chiesto l'istituzione di scuole materne statali o l'ampliamento di quelle esistenti con nuove sezioni.
«Sulla procedura legata alle liste di attesa non esiste alcun protocollo - spiegano i sindacati -. Su questo aspetto abbiamo chiesto garanzie precise perché ci sono giunte segnalazioni su un modo di procedere scorretto adottato da alcune direzioni: concedere la precedenza agli anticipi del paese di residenza rispetto alle richieste (per bimbi dai tre anni) che provengono da fuori. Questo criterio non è mai stato stabilito». E poi la circolare ministeriale è chiara, ribadiscono i sindacati, la strada indicata è quella dell'accordo con i comuni per mettere a disposizione risorse e strutture.
Scuola primaria.A settembre sui banchi della ex scuola elementare si presenteranno 18.794 alunni rispetto ai 18.488 di quest'anno. Ben 306 in più, di cui 236 di cinque anni e mezzo (che hanno quindi chiesto di usufruire dell'anticipo). E' la percentuale più alta dell'intera regione. Ma basteranno gli insegnanti? Si potranno formare nuove classi? Le previsioni sono pessimistiche. Per la Lombardia sono infatti previsti 132 posti aggiuntivi solo per gli anticipi, da ripartire però tra le province. Fatte le dovute proporzioni al pavese toccherebbero non meno di 13-14 posti. Ma globalmente ne servirebbero molti di più. Il Csa ha chiesto 1784 insegnanti a fronte dei 1736 attualmente in organico per poter garantire tutte le domande di tempo pieno inoltrate, soprattutto per le classi prime. «Da parte nostra come Cgil, Cisl e Snals abbiamo chiesto espressamente il rispetto dei numeri massimi degli alunni per classe: 25 che scende a 20 in presenza di alunni portatori di handicap. Abbiamo richiesto un aumento di organico per evitare assolutamente la creazione di maxi-classi con 27,28 anche 29 alunni come continua ad accadere». Smentiscono anche la «leggenda metropolitana» che consentirebbe un 10% di tolleranza nella formazione delle classi. «Non esiste alcuna normativa - spiegano - Lo stesso Csa ha negato di aver dato indicazioni in questo senso. Chiediamo piuttosto che l'amministrazione non faccia pressione sui dirigenti scolastici perché ribassino le richieste di organico. Si prenda piuttosto tutta la responsabilità di non concedere nuove classi».
Scuola secondaria di I grado.La ex scuola media sembra, almeno per quest'anno, quella con il fardello minore di problemi. L'incremento degli iscritti è modesto: solo 73. Sono state richieste solo 5 nuove classi. Il Csa ha confermato tutte le richieste di sezione a tempo prolungato e ne sono state concesse due (a Zinasco e Lungavilla) ex novo, per un totale di 141 sezioni di tempo prolungato funzionanti. «Raccomandiamo però ai dirigenti di non chiedere un organico fotocopia di quest'anno anche per il 2045/5 - suggeriscono i sindacati - perché gli organici dell'anno successivo saranno calcolati su questo monte ore. Andrebbero incontro a tagli drastici». Sarebbero stati confermati invece tutti i posti per le materie considerate a rischio: educazione Tecnica, Musicale e strumento.
Scuola secondaria di II grado.Il tasto è dolente. Già in quest'anno scolastico erano stati soppressi 72 posti e diverse cattedre portate a ore zero. Ma alle superiori si registra un incremento: 747 iscrizioni reali alle prime classi (reali in quanto non doppie e contemporanee in più scuole e quindi destinate a scendere alla partenza dell'anno). Si passerà da 16.595 a 17.342 studenti. Servirebbero quindi almeno 90-100 posti in più rispetto ai 1426 attuali. Di positivo, per le scuole statali, c'è che, a differenza di Milano e Brescia, nel Pavese non si è verificata una massiccia migrazione dagli istituti professionali verso i centri di formazione regionali.