Israele, sventato piano palestinese per un attentato col virus Aids

GERUSALEMME. Non contenti dei già micidiali effetti delle bombe umane, alcuni palestinesi progettavano di renderle ancora più letali usando ordigni contenenti sangue infetto col virus dell'Aids. Il piano, sventato quando era ancora nella fase iniziale, è stato scoperto dallo Shin-Bet, il servizio segreto di sicurezza israeliano, grazie alla confessione di un palestinese che era stato arrestato lo scorso marzo assieme a un altro complice. Ambedue sono membri di Tanzim, un organo di Al Fatah. Il palestinese, le cui generalità non sono state precisate, ha detto che l'attentato suicida era parte di una serie di attacchi che avrebbero dovuto essere attuati nelle città israeliane in coincidenza con la settimana della Pasqua ebraica che si è conclusa ieri.
Tra le bombe umane ci dovevano essere anche due donne. In almeno un caso uno degli ordigni che dovevano essere usati dai terroristi avrebbe dovuto far scoppiare anche un contenitore di sangue col virus dell' Aids.
In questo modo - almeno nelle intenzioni degli attentatori - anche chi tra gli israeliani fosse riuscito a sopravvivere all'esplosione restando solo ferito sarebbe rimasto contaminato dall'Aids. Non è il primo tentativo palestinese di ricorrere a armi chimiche e biologiche contro Israele.