Anselmi replica alle accuse su Casarone

TORRAZZA COSTE.Il sindaco Mario Anselmi interviene sulla questione relativa alla frazione di Casarone, sia per evidenziare la posizione dell'amministrazione in merito alla vicenda, sia per spiegare quali saranno le scelte per il futuro di un'area sulla quale, fino a qualche anno fa, aleggiava lo spettro di una cava d'argilla. «La mia posizione rispetto al progetto Casarone è chiara e tranquilla - premette Anselmi -. Chiara perché il progetto è stato presentato al consiglio, con il progettista presente pronto a rispondere a tutte le domande, e di domande ne sono state fatte anche dalla opposizione. Tranquilla perché per la frazione Casarone e per Torrazza Coste penso di aver ottenuto il massimo con tutte le incertezze e le problematiche ancora aperte. Infatti la richiesta di permesso di escavazione di argilla da parte della ditta proprietaria dell'area è ancora presente sui tavoli istituzionali (Regione e Provincia) e su quelli giudiziari (ricorsi al Tar e consiglio di Stato). Ora presentando la stessa società un progetto diverso ha di fatto ritirato la precedente domanda cancellando per sempre l'ipotesi cava di argilla». Su questa vicenda, però, la minoranza consiliare non si è trovata d'accordo ed ha accusato Anselmi di scarsa informazione. «Quando non si vuole esaminare il contenuto di un argomento si attacca la forma. In questo caso la mancanza di informazione - risponde Anselmi -. Ruolo della minoranza è anche quello di informare quando ritiene che la maggioranza non lo faccia. Di certo io non ho ne rallentato i tempi di presentazione della documentazione ne ho occultato i documenti. Nessuna oscura manovra, anzi nelle frazioni Casarone e Pragate del progetto se ne parlava molto prima della seduta consiliare». Ma precisamente di che progetto si tratta? «Primo è la cancellazione della cava d'argilla - sottolinea il sindaco -. Secondo la presentazione di un piano per insediare abitazioni costruendo villette ed un centro diurno per persone autistiche, il tutto definito in una convenzione nella quale la società titolare del progetto si impegna a finanziare opere pubbliche a Torrazza Coste per quasi due miliardi di vecchie lire. Per questa parte di Torrazza Coste proporre nuovi insediamenti abitativi per me rimane una scelta tra le migliori che potevano capitare».
Ci si chiede se sotto il profilo dell'indotto sia più remunerativo il tramontato progetto della cava o quello attuale. «L'ammontare degli oneri che il Comune avrebbe introitato dai diritti di escavazione di argilla erano inferiori al contributo che la società verserà con il progetto abitativo - conclude Anselmi -. Inoltre l'indotto che si ricaverà dalla costruzione delle villette sarà ben accettato dagli artigiani e dalle maestranze della nostra zona, anche di Torrazza Coste, nel quale mi risulta operano parecchi impresari edili, elettricisti, idraulici, tinteggiatori, posatori, lattonieri e liberi professionisti, come geometri, ingegneri e architetti».