Se i vigevanesi snobbano l'arte

La prima ragione d'essere di una galleria d'arte è di mettere in mostra delle opere e solo la seconda è di venderle. Il gallerista è prima di tutto un appassionato d'arte che spera di poter condividere ciò che lui ritiene «bello» con altre persone che provino la sua stessa emozione estetica.
Tutto ciò potrebbe sembrare scontato, ma non è sempre cosi. Dopo una visita e dopo una piacevolissima conversazione sull'arte con le due proprietarie delle principali gallerie di Vigevano, cioè la Galleria Ducale e la Galleria Capricorno, ho appreso con dispiacere che i vigevanesi, in generale, non dimostrano un grande interesse per l'arte.
Il problema non consiste nel fatto che non siano dei collezionisti, ma che non entrino neppure a vedere ciò che viene esposto in suddette gallerie, in cui l'entrata è libera.
La loro attenzione sembrerebbe accendersi solo per gli artisti locali e per la rappresentazione di alcuni soggetti, come una bella rappresentazione della piazza Ducale, del fiume Ticino o di una convenzionale natura morta.
Sia la Galleria Ducale che la Galleria Capricorno espongono opere di artisti di una certa notorietà e di una certa levatura artistica.
Per esempio, attualmente alla Galleria Ducale sono esposte le opere di Morlotti, artista del dopoguerra appartenente al movimento del Gruppo di Corrente, che cerca un dialogo con la natura attraverso le proprie sensazioni, rappresentandola priva di inutili orpelli e con una gamma di colori limitata, quasi monocroma, alla ricerca di un'organizzazione che dia un senso alle sue sensazioni.
Alla Galleria Capricorno è esposto Walter Lazzaro, fondatore del «Movimento Poeti-Pittori», che con i suoi Metafisici Silenzi rappresenta le piccole cose nella loro chiarezza e semplicità comunicando i valori umani universali e riconoscendo la vitalità della natura come metafora dell'esistenza.
Certo sarebbe bene avere una conoscenza di questo tipo andando a vedere una mostra, ma non è strettamente necessaria. Il bello dell'arte, e non solo, è una questione di gusto, di sensazione, di emozione che poco riguarda la razionalità ed è quindi esclusivamente soggettivo.
Forse al vigevanese medio manca una cultura artistica di base, ma questo non gli preclude il piacere di poter apprezzare emozionalmente un'opera d'arte.
Quindi, perchè c'è questa diffusa indifferenza?
Il motivo non mi è molto chiaro. Hanno forse paura di impegnarsi ad acquistare solo entrando in una galleria?
Non so, il fatto certo è che l'80% dei clienti di queste nostre due culle d'arte viene da fuori città.
Forse la risposta sta nel vecchio adagio: l'erba del vicino è sempre più verde? Potrebbe essere cosi visto che i vigevanesi vanno a vedere le mostre, ma in posti differenti dalla loro città, magari in vacanza, affrontando lunghe file alle casse dei musei e pagando biglietti «abbastanza» alti.
E i quadri che hanno in casa forse sono stati acquistati come souvenir in qualche esotica località, o forse a qualche asta televisiva (oggi molto in voga) dove il contatto umano è stato praticamente eliminato e l'opera d'arte è solo un prodotto di mercato.
Naturalmente io parlo dei vigevanesi, ma la situazione è la stessa ovunque in Italia, escludendo le grandi città.
Parlo in questi termini perchè sono un'appassionata d'arte e perchè vorrei riuscire a scuotere l'attenzione degli abitanti di questa città, che è nata anche grazie all'opera e all'ingegno artistico di grandi maestri come Bramante e Leonardo da Vinci, e che tutt'oggi è ricca di bellezze che aspettano solo di essere apprezzate.
L'arte è fatta di sensazioni e di emozioni, è alla portata di tutti, la conoscenza è solo un passo successivo, è approfondimento interessato.
Silvia GallinaVigevano

Aism: ecco dove vanno
le offerte raccolte a Pavia

Come presidente provinciale dell'Associazione italiana sclerosi multipla di Pavia, sento il dovere di rispondere alla lettera del sig. Franco Galli, pubblicata in questa pagina, per sottolineare che la nostra associazione, che opera a livello nazionale dal 1968 e a Pavia dal 1983, organizza ogni anno due raccolte fondi denominata «Fiorincittà» e «Una mela per la vita».
Nei giorni immediatamente successivi a tali manifestazioni inviamo ai principali giornali della provincia un adeguato resoconto di quanto è stato raccolto e come viene suddiviso ciò che i pavesi ci hanno generosamente offerto.
Nell'ultima raccolta fondi, come peraltro già pubblicato dalla stessa «Provincia Pavese», abbiamo trasmesso alla sede nazionale la cifra di 5.200 euro che serviranno a finanziare la ricerca scientifica che peraltro, come il signor Galli potrà certo verificare sul sito www.aism.it, procede a passi spediti anche grazie a tutte quelle persone che si avvicinano silenziosamente alle nostre postazioni e offrono una quota piccola o grande che sia, ma comunque sempre fondamentale nella lotta alla sclerosi multipla.
Approfitto quindi volentieri di questa occasione per ringraziare ancora tutti coloro che il 13 e il 14 marzo hanno avvicinato i nostri volontari, ma anche la «Provincia Pavese» che sempre ci ospita per ogni comunicazione riguardante la nostra associazione.
Marco Sacchipresidente provinciale Aism Pavia