«La piccola spesso ferita Si doveva indagare prima»
CITTA' DI CASTELLO.«Ho sempre condannato la strana amicizia che legava Giorgio a Tiziana. Cosa facevano dietro alla porta di casa io non lo so, ma lei aveva perso la testa per lui». A parlare, con il volto rigato dalle lacrime, è Eloina, originaria di Cuba e residente a Capanne di San Giustino, nell'appartamento a fianco a quello della bambina morta. Eloina conosce molto bene Tiziana e suo marito Massimo. «Maria spesso era piena di lividi. Anche una ventina di giorni fa ho notato che la piccola era segnata sul volto, ma quando ha chiesto spiegazioni alla madre mi sono sentita rispondere: 'E' caduta da una sedia". Dovevo andare più a fondo, i lividi erano strani». Eloina si dispera per non aver fatto di più. Racconta che Tiziana e Giorgio, datore di lavoro del marito, si erano conosciuti nel settembre scorso alla festa di compleanno della piccola Maria. Era stato proprio il padre a invitarlo, un gesto di cortesia. «Non riuscivo a capire l'affetto che provava Giorgio per la bambina. Spesso le faceva regali, anche due o tre alla settimana. Ogni tanto lui chiedeva a Tiziana di lasciagli la bimba per portala a spasso. Tiziana si fidava e acconsentiva, all'insaputa del marito». Che Maria 'cadesse o si facesse male" troppo spesso lo avevano notato anche le maestre dell'asilo 'Santa Teresa di Gesù Bambino". Loro ricordano Maria come una bambina vivace e sana ma anche il parroco, don Gino, che ora chiede silenzio sulla vicenda, vuole che si arrivi alla verità. Le maestre avevano più volte chiesto alla madre cosa succedesse alla piccola e la rispota di Tiziana era sempre la stessa: «E' caduta». Giorni e settimane trascorsi cosi, tra dubbi e risposte vaghe date dalla mamma a chiunque chiedesse notizie sui lividi di Maria. Intanto la storia sentimentale tra lei e il datore di lavoro del marito diventava sempre più evidente agli occhi dei paesani. «I cittadini di San Giustino Umbro provano un sentimento di scoramento generale», spiega Daniela Frullani, sindaco del piccolo comune, «sarà proclamato lutto cittadino il giorno dei funerali ma devo dire che non trovo parole per descrivere ciò che provo. C'è mestizia, questa non sarà per noi tutti una Pasqua serena». La famiglia, la nonna materna, ha fatto sapere che preferirebbe celebrare la cerimonia funebre a Manduria, in provincia di Taranto, paese d'origine dei genitori di Maria. Della terribile vicenda che sta scuotendo l'Italia ha parlato anche Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori: «Basta perdonismi e pietismi, come come l'incapacità di intendere e di volere, che finiscono per rappresentare un'immunità. Solo l'applicazione delle pene rappresenta un deterrente per i pedofili». (r.r).