Pavia alleata di Harvard e Mit

PAVIA. Il «forte apprezzamento» della Casa Bianca per «il nuovo approccio» dell'Italia alla cooperazione in materia di ricerca è stato espresso ieri a Washington al ministro dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca Letizia Moratti dal consigliere scientifico del presidente americano George W. Bush, John Marburger. Nella sua visita negli Stati Uniti il ministro Moratti, che ieri ha anche incontrato il suo collega statunitense Roderick R. Paige, ha firmato numerosi accordi di cooperazione nella ricerca. E due, particolarmente importanti, riguardano anche l'Università di Pavia.
Ieri, in particolare, l'Asi, l'Agenzia spaziale italiana, ha concluso un'intesa con la Nasa per un progetto di collaborazione che - ha spiegato la Moratti - «rafforza collaborazioni già esistenti in diversi settori, dall'osservazione dell'Universo e della Terra alla formazione». Al termine dei colloqui il ministro ha fatto un bilancio della missione negli Stati Uniti «sicuramente positivo». Tre i risultati concreti sottolineati: «Allarghiamo la collaborazione che già esiste tra i nostri due Paesi da campi come la fisica e l'astrofica alla medicina, le neuroscienze, l'informatica, la tecnologia dello spazio, che avranno sicuramente un effetto positivo sulla qualità della vita e la sicurezza dei cittadini. Poi allarghiamo la cooperazione dal livello individuale dei singoli ricercatori a un livello strutturato fra le migliori università italiane e americane. E infine rendiamo possibili per scienziati e giovani ricercatori italiani che operano negli Stati Uniti collaborare con l'Italia per ricerche di comune interesse».
Il ministro, che ha detto di avere portato negli Stati Uniti «l'eccellenza italiana», ha concluso a Boston, a New York e ieri a Washington diversi accordi, che prevedono collaborazioni «con diversi centri d'eccellenza italiani». In particolare, per la parte medica tra Harvard e le università di Pavia e Genova; per le scienze cognitive tra il Mit e il nuovo istituto di neuroscienza di Roma; per l'artificial intelligence e l'informatica tra il Mit e l'università di Pavia. «Abbiamo anche posto le basi anche per una collaborazione con il nuovo Istituto italiano di tecnologia. Sarà, naturalmente, il board a valutare le possibilità di rendere concreti accordi in aree come la bio-informatica, le neuroscienze, l'informatica, dove l' università di Genova ha grande esperienza».
Dai suoi contatti, la Moratti trae la convinzione che, nel rapporto con gli Stati Uniti, «l'Europa si rafforza dal punto di vista scientifico, sia in termini di risorse che di progetti. L'Italia, che ha un ruolo importante in questa nuova Europa, intende sviluppare una rafforzata collaborazione anche con gli Stati Uniti, testimone di un'Europa che non è chiusa in un isolamento scientifico, ma si apre sempre di più a collaborazioni con strutture di eccellenza americane».
L'interesse della Casa Bianca, anzi «la benedizione», per usare il termine di Marburger, è «grandissimo», sia per un'Europa che investa più risorse per progetti strategici, sia per un'Italia che propone una collaborazione diversificata per aree e con una metodologia strutturata».
I rapporti tra Italia e Usa sono già stretti: «Su 17 mila pubblicazioni internazionali dei nostri scienziati - cita la Moratti - 1.700 sono fatte con scienziati americani».