La sinistra: via le truppe, subito
ROMA.Margherita e Ds chiedono a Berlusconi di riferire subito in Parlamento e sollecitano il passaggio dei poteri all'Onu, la sinistra dell'Ulivo insiste per un immediato ritiro delle truppe italiane. All'indomani della rivolta sciita in Iraq che ha causato decine di morti e feriti, l'opposizione punta il dito sulle responsabilità dei governi che hanno appoggiato l'asse Bush-Blair. Nella maggioranza, a tentare una mediazione ci prova Pier Ferdinando Casini per il quale quella svolta dai Carabinieri a Nassiriya non è una missione di guerra ma di «pace» e il governo italiano si sta «adoperando» per un rapido passaggio delle consegne alle Nazioni Unite.
«Un ritiro immediato delle nostre truppe» precisa il presidente della Camera «sarebbe sbagliato. Bisogna invece operare per il coinvolgimento nell'area dell'Onu, come sta facendo il governo italiano in tutte le sedi».
Nell'attesa di vedere quale sarà l'effettivo coinvolgimento delle Nazioni Unite, la Lista Prodi boccia i toni e i contenuti dell'intervista al Corriere della Sera con la quale il ministro degli Esteri, Franco Frattini, annuncia che nei prossimi giorni andrà negli Stati Uniti per parlare con il segreetario di Stato Colin Powell. «Il governo riferisca in Parlamento sulla sicurezza dei militari italiani impegnati in Iraq dopo la rivolta degli sciiti e le imboscate di cui sono stati vittime i carabinieri a Nassiriya» dice il presidente dei deputati della Quercia, Luciano Violante, per il quale sarebbe utile che il governo vada periodicamente in Parlamento («almeno una volta al mese»).
Partendo dal presupposto che quella in cui è coinvolta l'Italia è una missione di guerra, anche il presidente dei senatori dei Ds, Gavino Angius, chiede a Berlusconi e Frattini di spiegare cosa il governo intenda fare in un momento cosi delicato: «Abbiamo il dovere di discutere in Parlamento e il diritto di sapere dal governo come intenda muoversi in questa drammatica fase». In perfetto accordo con la Quercia, per la quale senza una svolta entro il 30 giugno l'Italia dovrebbe ritirare il suo contingente, la Margherita boccia la politica estera del governo, torna sulla questione della presenza delle armi di distruzione di massa in Iraq e accusa Berlusoni di voler negare qualsiasi accertamento: «Se il governo non ha nulla da nascondere dia il via libera alla commissione parlamentare di inchiesta». Il ritiro immediato delle truppe vine invece chiesto dai verdi, dal Pdci, da Rifondazione comunista e dalla Lista Di Pietro-Occhetto.