Artigiani, c'è il boom dell'edilizia
VOGHERA. Il mattone torna ad essere un investimento di tendenza, dopo il flop della Borsa e lo scandalo Parmalat, e gli effetti positivi a Voghera si avvertono anche sull'edilizia: c'è, infatti, un boom di nuove imprese artigiane operanti nel settore (trentatrè in più rispetto allo scorso anno, secondo i dati dell'associazione di categoria) e si avverte una crescita pure nei laterizi, con un incremento dell'occupazione valutabile attorno al 10%. Segnali confortanti, dunque, malgrado una situazione generale non rosea.
Saldo positivo, per l'Associazione artigiani Oltrepo, nel 2003: rispetto a cinque aziende che hanno cessato l'attività, sono ben trentotto le new entry. Fra queste, trentatrè sono attive nell'edilizia, che fa dunque la parte del leone. Per il resto, cinque nuove aziende meccaniche e due idraulici. «Stiamo assistendo indubbiamente al risveglio dell'edilizia - annuisce Mario Campeggi, direttore dell'ente di via Bidone - Una delle ragioni è nella riscoperta del mattone come investimento sicuro, ma non è la sola». Basta dare un'occhiata in giro per Voghera e ci si rende conto che i dati corrispondono a una realtà di fondo. Non ci sono solo le operazioni in grande stile - come il recupero dell'area ex Snia, quei palazzi che l'impresa Matti sta tirando su a tappe forzate - o l'espansione in via Barbieri. «E' anche un fiorire di ristrutturazioni e recuperi architettonici - sottolinea Campeggi - lavori che richiedono spesso una notevole specializzazione». Dunque, a entrare nel mondo dell'edilizia non sono più e non sono solo i muratori «classici», quelli dell'impresotta familiare che lavorano a colpi di mattone a cemento, ma anche una serie di figure sempre più specializzate. Gli extracomunitari? Finita, almeno all'apparenza l'era degli ucraini (che ha Voghera hanno ormai creato una folta comunità», «ora - spiega il direttore dell'associazione - si fanno largo gli immigrati nordafricani». Due, tre dipendenti al massimo: microditte che nascono come funghi.
Una vitalità che si riscontra anche nei laterizi. «E' vero, ma saranno almeno tre anni che il comparto è in crescita - conferma Guido Bettaglio, presidente del Consorzio Argille (Consarg) - anche se ora in un contesto complessivo difficile c'è il timore della recessione». Si irrobustisce l'occupazione. Cifre? «Nei laterizi gli occupati sono circa quattrocento e seicento nell'indotto - precisa Bettaglio - Nelle imprese edili, l'aumento della forza lavoro è quantificabile al 10%». Solo luci o anche ombre sul futuro? Difficile fare previsioni. Ma intanto l'artigianato locale sembra dimostrare un dinamismo che pochi sembravano disposti a riconoscergli. (r.lo.)