Tromello, l'Ami propone risate in salsa lomellina
TROMELLO.'La gente di paese/ che non ha grandi pretese/ vive bene e si contenta / di risotto e di polenta / ma di una cosa si lamenta: / a parlare in dialetto / questo è proprio un gran difetto / son rimaste mia zia / e la nostra compagnia". Il vernacolo è il marchio di fabbrica di uno dei più applauditi gruppi teatrali lomellini, quell'Associazione maggengo italiano (Ami), che domenica, alle 21, sarà al teatro 'Angelicum" per il noir in due tempi di Alfio Castiglione, 'La vilä dl'urgänistä". Un evento per aiutare l'Anffas e il Centro aiuto alla vita di Mortara. Per rinnovare l'appuntamento col sarcasmo in salsa lomellina l' 'Ami" si affiderà ai personaggi e alle battute che per due volte gli hanno permesso di sbancare la rassegna nazionale di teatro amatoriale 'Nini Sappia" di Sanremo. La trama dell'ennesima fatica ruota attorno a una villa stregata che il celeberrimo soprano Maria Callas vuole acquistare a tutti i costi. 'Come vedranno i nostri più devoti spettatori, torneranno i protagonisti del mitico 'Delit ädl'ingürièrä" di tre anni fa e del boccaccesco 'Bòtä, Pinòtä e dintorni" del 2001 - spiegano Castiglione e l'amico Carlo Grigioni - Ci saranno anche gli ingombranti cadaveri di uno sconosciuto e di una suora pugnalata alla schiena". A Mortara calcheranno la scena Pipu (Grigioni), sua moglie Gina (Daniele Cristiani), il cämpägnòn (Antonio Rossi Borghesano), il cämpè Angiòla (Gabriele Ferrari), sua moglie Pinòtä (Pierangelo Colombani), il bracconiere Berto (Castiglione, autore dei testi), il siùr Batista (Antonio Castoldi), il geometra Vaselina (Fabio Prigioni) e uno sconosciuto (Arturo Papini), con la narratrice (Rosella Cappa). (u.d.a.)