Anche in Spagna trovati 3 plichi esplosivi

MADRID.Tre plichi bomba indirizzati ad altrettante testate giornalistiche di Madrid sono stati intercettati ieri nel centro di distribuzione postale di Saragozza (Aragona, est del paese), dopo essere stati individuati come sospetti grazie a un'ispezione con lo scanner. Gli ordigni esplosivi contenuti nei tre plichi erano nascosti dentro a scatole di videocassette, e sembrano a prima vista simili a quelli ritrovati in Italia, secondo le prime informazioni diffuse dai media locali. Stando a fonti della polizia spagnola citate dalla stampa, la carica esplosiva dei tre plichi era costituita da circa 60 grammi di polvere, con un sistema di innesco costituito da una pila elettrica, una lampadina e una pinza: le buste, di formato A4 e del tipo foderato di bolle di plastica antiurto, contenevano una scatola da videocassetta Vhs; all'interno di questa si trovava una scatola piatta di metallo, che a sua volta nascondeva l'ordigno, definito «molto rudimentale» da esperti dell'antiterrorismo. Le buste, che recavano un mittente falso in una località inesistente, erano indirizzate a Federico Jimenez Losantos, giornalista della radio Cadena Cope, di proprietà della Conferenza episcopale spagnola; a Luis Maria Anson, presidente e fondatore del quotidiano conservatore La Razon; e al direttore dei servizi di informazione del canale Tv privato Antena 3, senza specificare il suo nome. Due delle bombe - scoperte dagli scanner dell'ufficio postale di Saragozza - sono state disinnescate dagli artificieri della polizia spagnola, mentre la terza è stata fatta esplodere sui binari di una stazione ferroviaria a poca distanza dall'ufficio postale. Nessun comunicato di rivendicazione è arrivato finora alle autorità locali per spiegare la provenienza dei plichi bomba, la cui scoperta porta a 18 il numero di ordigni esplosivi inviati a giornalisti in Spagna negli ultimi quattro anni. Solo in un caso il plico esplose, ferendo il giornalista basco Gorka Landaburu, e solo in quel caso l'attentato fu rivendicato, dai separatisti baschi dell'Eta. Era il 15 maggio 2001, e, a causa dell'esplosione, Landaburu perse un dito e riportò ferite serie al volto.
Un giovane militante anarchico, Eduardo Garcia Macias, fu arrestato con l'accusa di aver spedito due pacchi bomba nell'ottobre 2000 a due giornalisti, ma succesivamente fu rilasciato per mancanza di prove. Anche il plico esplosivo recapitato nell'aprile 2000 al vicedirettore de La Razon, Jesus Maria Zuluoga - la bomba era nascosta in una copia di «Delitto e castigo» di Dostoievski - fu attribuito ad ambienti anarco-insurrezionalisti, giacchè conteneva una lettera in difesa dei cosidetti prigionieri Fies.