Ciampi a Castelli: prepara la grazia


ROMA. Passo ufficiale del Quirinale sulla grazia a Sofri e nuovo braccio di ferro tra il Colle e il ministro leghista Castelli. Carlo Azeglio Ciampi rompe gli indugi e dopo aver registrato la bocciatura alla Camera del ddl Boato sui poteri di grazia, affossato da An e Lega dopo il parere favorevole espresso anche dal presidente del Consiglio Berlusconi, ha richiesto con una lettera in data 30 marzo, al ministro della giustizia Roberto Castelli il fascicolo relativo all'ex leader di Lotta Continua.
Ciampi ha chiesto anche il fascicolo Ovidio Bompressi, coimputato di Sofri, agli arresti domiciliari per gravi motivi di salute, che si è visto respingere per ben due volte la domanda di grazia. Il capo dello Stato ha invitato il Guardasigilli a far arrivare sul suo tavolo la domanda di Bompressi e ad aprire per Sofri che non ha mai presentato istanza di grazia, la procedura prevista dall'articolo 681 del codice di procedura penale, che al Comma 4 prevede, che l'atto di clemenza possa essere concesso anche in assenza di domanda o proposta del diretto interessato o di un suo congiunto.
Il passo di Ciampi, accolto con favore dai costituzionalisti e con grande speranza da Marco Pannella, è però inizialmente smentito dal ministero di via Arenula. «Non è stato chiesto alcun fascicolo in particolare, non ci sono novità», fanno sapere nel primo pomeriggio dal ministero. Il «giallo» dura poco. «Ambienti vicini al Quirinale» confermano infatti la missiva che di li a poco viene diffusa nel dettaglio dalle agenzie. E in serata il ministro Castelli precisa che istruirà «per cortesia istituzionale» la pratica per la grazia a Sofri. Precisando tuttavia che ciò non implica che in futuro il Guardasigilli possa aderire alla richiesta di grazia. «Noto che è la prima volta che su questo tema viene resa pubblica una missiva tra il ministero della Giustizia e il Qurinale», dichiara al Tg1 Castelli. «In ogni caso, tornando oggi ho trovato questa lettera e quindi confermo di averla ricevuta». Aprirà la procedura per la grazia? «E' previsto dalla prassi che venga istruita una pratica che richiede anche l'acquisizione del parere del magistrato di sorveglianza e del procuratore generale competente e questo io per cortesia istituzionale lo farò», replica il Guardasigilli. Che aggiunge: «Di norma questi pareri per essere ricevuti richiedono molti mesi, vedremo in questo caso».
La contrarietà del ministro non è una novità. Il capo dello Stato per evitare uno scontro istituzionale ha prima sperato che Castelli maturasse un nuovo orientamento. Poi ha confidato in un intervento del Parlamento, sollecitando con una telefonata a Pier Ferdinando Casini, l'approvazione in tempi rapidi del disegno di legge Boato, un testo che sulla carta aveva il consenso di maggioranza e opposizione e persino di Bossi e Castelli. Il ddl è stato però a sorpresa bocciato a Montecitorio. Ciampi sembra ora deciso ad esercitare pienamente il potere che gli conferisce la Costizione.
Soddisfatto Marco Pannella che però non sospende lo sciopero della sete che anzi inizia oggi per «denunciare» lo scandalo della grazia negata a Sofri e insieme quello della Costituzione negata. «Per sospendere lo sciopero aspetto un gesto inequivocabile», ha detto. La mossa di Ciampi è stata salutata con favore da tutta l'opposizione. «Ci sono tutte le condizioni sia giuridiche che politiche per arrivare a un gesto largamente atteso», dichiara il segretario dei Ds, Piero Fassino. Spaccata la maggioranza. Lega e An confermano la loro contrarietà ma da via della Scrofa fanno sapere che accetteranno le decisioni del Quirinale.

Maria Berlinguer