«Pugno duro, ma voi avete Berlusconi...»

GINEVRA.Il pugno duro è l'unica soluzione per lottare contro «l'indebitamento straordinario e malsano» che attanaglia numerosi club, in particolare italiani.
E' il parere del presidente della Fifa Joseph Blatter che a Ginevra, nell'ambito di una tavola rotonda organizzata dal club svizzero della stampa, ha parlato anche della situazione italiana che, ha detto, lo preoccupa anche perchè «nuoce all' immagine del calcio mondiale».
Fra le altre priorità della federazione calcistica internazionale, che festeggia quest'anno il suo centenario, ha ricordato Blatter, figurano la lotta al doping e «il rispetto delle regole fissate dalle federazioni nazionali ed internazionali da parte dei club e delle leghe».
Il presidente della Fifa ha spiegato di avere parlato del caso Italia con il presidente della Figc Franco Carraro: «Gli ho chiesto di usare la massima severità per risolvere la crisi e Carraro mi ha assicurato che verrà fatto ordine. Mi ha però pregato di non porre ultimatum. Ho accettato, ma il tempo comunque stringe».
Secondo Blatter, il solo modo per uscire dal marasma è di rispettare regole inflessibili.
«Penso che l'introduzione delle licenze Uefa aiuterà a ottenere gestioni più oculate. Le società calcistiche debbono essere trattate alla stregua di qualsiasi altra entità economica.
Se un club ha troppi debiti, o trova qualcuno disposto a ripianarli, o trova accordi con i creditori.
Se non ci riesce, il fallimento è l'unica soluzione. Tutti i paesi dovrebbero seguire l'esempio di Francia e Germania».
In Italia però riuscirvi non sarà semplice, ha considerato il presidente della Fifa, «con un presidente del consiglio che possiede tre televisioni, è proprietario di un grande club e vuole varare leggi ad hoc per il calcio».
Blatter ha poi ricordato che anche la Fifa ha conosciuto grossi problemi finanziari: «La società che commercializzava i nostri diritti tv, la Isl, è fallita. Quindi, dopo l'11 settembre 2001, la Axa, la compagnia che doveva assicurare il Mondiale in Corea e Giappone, ha denunciato il contratto.
Infine, il gruppo Kirch, detentore dei diritti del Mondiale 2006 è anch'egli fallito.
Ciononostante la Fifa ha realizzato una performance economica eccezionale».
Vi è riuscita, secondo il presidente della Fifa, perchè il Mondiale è la competizione che interessa maggiormente gli sponsor e le televisioni.
«Perchè è un evento unico. I club invece giocano troppo. L'Uefa ha deciso di ridurre il numero di gare in Champions League e gli ascolti televisivi sono aumentati. Le partite a livello nazionale sono invece ancora eccessive».