Granarolo più vicina alla Yomo

VERNATE. La produzione di yogurt Yomo, dopo la sospensione dovuta alla cassa integrazione che ha interessato gli 800 dipendenti del gruppo, potrebbe riprendere già dalla settimana prossima con le garanzie che Granarolo si impegna a fornire a BancaIntesa, che ha in pegno il 95% del capitale della società controllata dalla famiglia Vesely, titolare del 5%. E' quanto ha detto ieri il presidente di Granarolo, Luciano Sita, all'assessore al Lavoro della Provincia di Milano Cosma Gravina, nel corso di un breve incontro nel tardo pomeriggio. I lavoratori non hanno ancora revocato l'occupazione dello stabilimento.
Sita, che si è recato a Milano per discutere gli aspetti legati alla cessione del gruppo Yomo con BancaIntesa, i fratelli Vesely e i rappresentanti sindacali dell'azienda, avrebbe manifestato la propria volontà di riprendere subito la produzione, affittando gli stabilimenti del gruppo in attesa che il Tribunale di Pavia esamini la richiesta di concordato preventivo che verrà avanzata lunedi prossimo.
Secondo il piano industriale di Granarolo che l'assessore Cosma Gravina ha definito «serio ed interessante» lo stabilimento principale del gruppo, che si occuperà della produzione di yogurt sarà localizzato «in provincia di Milano - ha confermato l'assessore - con l'obiettivo di trasformare 15 mila quintali di latte al giorno, incrementando la quota di mercato attuale di Yomo» che, prima della sospensione della produzione, raggiungeva il 20%. Sulla localizzazione del nuovo stabilimento i sindacati hanno già espresso le loro preoccupazioni poichè come ha spiegato Silvano Campioni, della Flai-Cgil, «Granarolo è già presente sul territorio con la Centrale del Latte di Milano, di cui da tempo è previsto il nuovo stabilimento». Secondo quanto ha riferito l'assessore «Granarolo si impegna a mantenere gli attuali livelli occupazionali dell'intero gruppo in tutti i suoi quattro siti oltre a mantenere il rapporto con gli attuali fornitori di latte». Gravina ha poi aggiunto che «Granarolo si è impegnata a studiare una soluzione per il pagamento degli arretrati ai produttori di latte». Non è ancora chiaro il ruolo della famiglia Vesely, fondatrice del marchio Yomo, che aveva ceduto in pegno il 95% del capitale a BancaIntesa per garantire un finanziamento la cui scadenza ha sancito il rischio di fallimento per l'intero gruppo, che possiede oltre al marchio Yomo, anche i marchi Merlo e Pettinicchio, con stabilimenti ad Acqui Terme (Alessandria) e Latina. Secondo quanto si apprende, comunque, l'obiettivo dell'acquirente è quello di rilevare l'intero controllo del gruppo, soluzione caldeggiata, tra l'altro, dalle stesse organizzazioni sindacali, che recentemente avevano espresso perplessità su un possibile rientro della famiglia fondatrice all'interno di una cordata sostenuta da fondi di venture capital. L'idea di riprendere subito la produzione risponde all'obiettivo di «far ricomparire al più presto i prodotti Yomo negli scaffali della grande distribuzione». L'accordo, ufficializzato nella mattinata dallo stesso Luciano Sita, presidente di Granarolo, conclude una tormentata vicenda, che ha portato a intense trattative tra BancaIntesa, la famiglia Vesely e i possibili acquirenti, fra cui i francesi Danone e Lactalis, su cui però ha avuto la meglio il gruppo emiliano. Alla domanda se avesse temuto l'improvviso blocco delle trattative per la cessione, visto l'ultimatum posto dalla famiglia Vesely non più tardi di martedi a BancaIntesa per giungere ad una conclusione delle trattative, l'assessore Gravina ha risposto: «no, sono sempre stato ottimista».