Evade la gang delle violenze in villa

FIRENZE.Cinque detenuti albanesi sono riusciti a fuggire l'altra sera sera dal carcere di Sollicciano a Firenze nel più classico dei modi, calandosi con delle lenzuola dalle mura. Tutti e cinque sono criminali di «spessore» con precedenti di omicidio, rapina e sequestro di persona oltre ad altri reati legati al traffico di droga ed allo sfruttamento della prostituzione. Doveva scontare 24 anni per omicidio Dritan Coku, 23 anni, che la notte dell' 11 luglio 2000 uccise un connazionale - Pietr Ndoj, 33 anni, latitante - in viale Redi a Firenze sparandogli tre colpi di pistola. Un secondo evaso accusato di omicidio è Gezim Prenga, 29 anni. Gli altri tre condannati ad 11 anni per rapina e sequestro di persona - sono Marjo Osmani di 19 anni, Altin Kola di 22 e Afrim Sela di 25, i componenti della banda di cinque albanesi che la notte del 23 giugno 2002 sequestrò e picchiò per oltre due ore nella sua casa una giovane avvocatessa figlia di un gioielliere. Vane le ricerche intraprese finora dalle forze di sicurezza.
I cinque si sono calati dal terzo piano di una delle sezioni del carcere, da un'altezza di circa 8-10 metri durante l'ora di «socialità». Per scendere lungo la parete hanno usato lenzuola annodate e calate dalla finestra del bagno di una cella della quinta sezione. La grata in cemento della finestra è stata forzata anche usando i montanti dei letti. Una volta scesi i fuggitivi hanno superato due altri ostacoli, un muro di intercinta e la palizzata metallica alta sette metri, scavalcati lanciando, come se fossero arpioni, gli stessi montanti delle brande a cui erano legate altre strisce di lenzuola. Il sistema di sensori antiscavalcamento era fuori uso e nessuna guardia penitenziaria presidiava in quel punto il perimetro esterno del carcere al momento dell'evasione. Il ministro Castelli ha disposto un'ispezione sul carcere.