Beve succo con anticrittogamici, in coma
PALERMO.Beve sorsate di succo di frutta all'arancia, carota e limone. Si ferma perchè l'odore del liquido non è quello classico, dolciastro, di frutta. Poi si sente male e chiede aiuto al vicino di casa. Comincia cosi, secondo la prima ricostruzione, il calvario di Gustavo Salvo Di Pietra Ganzile, 34 anni, disoccupato che vive con i genitori, che si trova in coma nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Civico. Secondo le immediate analisi tossicologiche sull'Ace eseguite nei laboratori del Civico, il tetrapak conteneva anche esteri organo fosforici (che formano gli anticrittogamici) e forse un diluente. Le scene di questo film drammatico ancora senza un finale le racconta il primario di Rianimazione Mario Re. «Poco dopo le 11 - dice il medico - il portiere di via Arrigo Boito, dove abita il paziente, ha telefonato al 118 dicendo che un uomo si era sentito male dopo aver bevuto del succo di frutta. E' stata inviata un'ambulanza di Rianimazione. Il medico a bordo dopo una prima visita mi ha telefonato descrivendomi le condizioni del paziente che stavano peggiorando. Gli ho detto di dirigersi subito nel reparto di Rianimazione e di prendere il contenitore col succo di frutta». I medici del Civico odorando l'Ace hanno subito capito che qualcosa non andava e hanno inviato il liquido con un campione di succhi gastrici del paziente in laboratorio per le analisi. Giunto nel reparto Gustavo Salvo Di Pietra Ganzile è entrato in coma. I medici lo hanno sottoposto ad una tac toracica e cerebrale e lo hanno intubato sottoponendolo a ventilazione a causa di un'insufficienza respiratoria. «Abbiamo sottoposto - aggiunge il prof. Re - il paziente all'azione di un antidoto. Gli esami di laboratorio ci hanno dato ragione. Naturalmente è impossibile affermare adesso se qualcuno ha inserito anticrittogamici nel tetrapak dopo la produzione o qualcosa è avvenuto durante le fasi di preparazione di succhi. Cosi come non si può ancora sapere con certezza cosa sia avvenuto in casa del paziente». «Le condizioni restano gravi - ha detto Re - ma fortunatamente abbiamo subito adottato la terapia giusta. Se il decorso dovesse essere positivo il paziente dovrebbe risvegliarsi dal coma entro 24 ore».