Ici, cifre contestate: la replica del sindaco

TROMELLO. Ritorna la questione degli accertamenti dell' imposta comunale sugli immobili. La delicata vicenda è stata, recentemente, ripresa da un volantino affisso nei locali pubblici del paese. Poche righe, in cui il gruppo consiliare 'Insieme per Tromello" denuncia la presunta cattiva condotta dell'amministrazione comunale nel condurre l'operazione.
In particolare, nel manifesto si accusa il Comune di aver pagato all'Infolab, ditta a cui sono stati affidati gli accertamenti ICI, una somma superiore a quella introitata nelle casse comunali. Il sindaco, Mauro Ricci, entrando nel merito della questione, spiega: «I numeri riportati nel volantino non sono precisi. La questione è un po' più complessa. Innanzitutto le cifre sono parziali perché la procedura di controllo è ancora in corso. Inoltre è opportuno sottolineare che l'attività di accertamento e liquidazione è un obbligo di legge, non un investimento speculativo ai danni dei nostri cittadini. Gli accertamenti non sono stati compiuti con la volontà di trarre un guadagno, ma per consentire un trattamento paritario di tutti i cittadini. Durante le operazioni di controllo sono emerse situazioni anomale. Gli accertamenti hanno portato ad un risultato positivo: l'abbassamento delle aliquote. Nel 2000 e 2001 le aliquote erano al 6 per mille per la prima casa, e al 7 per gli altri immobili. Nel 2002 si è passati al 5,5 per la prima casa e al 6 - 6,5 per il resto. Infine, nel 2003/2004 si è ulteriormente diminuita la prima aliquota, portandola al 4,5 grazie ad una giusta regolarizzazione del versamento da parte della base imponibile. A questo dato di fatto, c'è da aggiungere che in base a conti preventivi, al termine degli accertamenti e delle riscossioni a ruolo, il compenso dato all'Infolab, sarà certamente inferiore alla cifra incassata dal Comune». Il primo cittadino si sofferma anche su un'altra frase del volantino, dove si parla dell'invio di accertamenti sbagliati a molti cittadini. Dice Ricci: «Purtroppo si sono evidenziati alcuni casi, in cui i contribuenti hanno dovuto dimostrare di non avere situazioni anomale, come era stato accertato in un primo momento. L'errore non è da ricondurre al lavoro dell'Infolab, ma ad inesattezze contenute nei documenti utilizzati durante gli accertamenti stessi. Gli sbagli sono tornati utili per realizzare una banca dati, che ci permetterà, in futuro, di evitare confusioni, non solo in merito a tale questione, ma anche per gli altri aspetti dell'amministrazione comunale». (m.a.)