«Troppi problemi senza viale Marx»

VOGHERA. Accoglienza tiepida: difficile definire diversamente l'impatto sui residenti della proposta di sfrattare Marx dal viale che gli è stato dedicato nel 1975 per riportare all'onore di una strada il principe Amedeo d'Aosta. Qualcuno pensa che quella dell'assessore leghista alla cultura Giancarlo Gabba sia un'operazione politica e d'immagine, molti temono le conseguenze amministrative a partire dal cambio di documenti. E non manca chi sottolinea con una punta polemica come non si tratti di una questione prioritaria nell'agenda di amministrazione. Chi è contrario 'senza se e senza ma", si trova però soltanto tra i politici.
Ma basta girare l'angolo, imboccare via Cavour, ed ecco spuntare anche qualche parere favorevole. Ad essere invece nettamente contrario alla proposta di Gabba è Sergio Vitellinidi Rifondazione: «Trovo assurda l'idea di cambiare la toponomastica per ragioni ideologiche - dice -. Se questa linea illogica avesse la meglio potremmo trovarci di fronte ad una situazione paradossale: possono centrodestra e centrosinistra accapigliarsi persino sui nomi di vie e strade? Ve la immaginate una Voghera con viali che cambiano nome a seconda di chi governa il Comune? Io, francamente, no».
Il cambio di denominazione del viale creerebbe un mare di problemi dal punto di vista burocratico, poiché toccherebbe a tutti mettersi in fila per rifare pile di documenti. Fra i pareri raccolti anche quello di Gianluigi Draghi: «E' una proposta a sorpresa, ma non è detto che il progetto dell'assessore vada in porto». «Quanti hanno letto sul giornale la proposta dell'assessore Gabba - commenta Marco Corti, edicolante di piazza Castello - hanno pensato ad una sorta di 'rivincita" politica del centrodestra». Accoglie cosi la notizia anche Giorgio Silvani, residente, che osserva: «Voghera fatica già ad accorgersi di avere un assessore alla Cultura. Consiglio a Gabba di non lanciarsi in battaglie che rischiano solo di creare problemi ai cittadini. Questo è il terzo tentativo di cambiare nome a viale Marx e, da residente, spero vivamente finisca in niente come avvenuto in passato». Di parere diverso Fabio Tordi, negoziante della vicinissima via Cavour. «Il principe Amedeo è una figura della storia d'Italia - commenta -. Trovo che l'idea di Gabba non sia da scartare a priori, ferma restando l'ipotesi attuale. Sarebbe diverso se si parlasse di un'altra personalità non italiana. Certo per i residenti il cambio di nome della loro via potrebbe costituire un serio problema dal punto di vista burocratico». (e.b.).