Anoressia e bulimia, esperti a confronto in Università
PAVIA.Si è aperto ieri, al palazzo San Tommaso dell'Università, il congresso internazionale sul tema «Anoressia e Bulimia nervosa. Prospettive per un approccio terapeutico integrato», organizzato dal Dipartimento di Clinica Neurologica e Psichiatrica dell'eta' evolutiva della Fondazione Istituto Neurologico «Casimiro Mondino» di Pavia, diretto dal professor Giovanni Lanzi. Il convegno si concluderà oggi. Più di trecento sono i partecipanti tra medici e specialisti del settore, con una netta prevalenza di pubblico femminile. Il congresso è stato aperto alla presenza delle autorità, il sindaco Andrea Albergati ed il rettore Roberto Schmid, ed è stato introdotto dal professor Lanzi. Sono stati presentati anche i dati dello studio condotto della Divisione di Neuropsichiatria della Clinica Neurologica dell'Università di Pavia su 70 casi di pazienti affetti da disturbi alimentari, tra i 10 e i 18 anni (64 femmine e 6 maschi) di cui 66 curati con il ricovero e 3 in day hospital. Molti i dati interessanti emersi, i pazienti presentano alcuni elementi comuni come la presenza di un disturbo depressivo nel 74% dei casi, problemi di socializzazione nel 70% dei casi e una difficoltà di alimentazione che emerge già dal primo anno di vita (sia inappetenza che iperfagia). Da tutti i relatori è stato lanciato l'allarme per il progressivo aumento dei casi, ma soprattutto per l'abbassamento dell'età dei pazienti che passa dall'adolescenza alla preadolescenza e anche all'età precedente (8-10 anni). Nella prima infanzia anche nel primo e secondo trimestre di vita sono presenti disturbi dell'alimentazione, specie di tipo anoressico, con rifiuto del cibo; i casi infantili non sono ritenuti connessi con i disturbi ad insorgenza adolescenziale, ma alcune recenti osservazioni suggeriscono che ci possa anche essere nella storia delle anoressiche un passato di difficoltà nell'alimentazione nella prima infanzia. Si è inoltre evidenziato che l'anoressia, un disturbo prevalentemente femminile, comincia ad interessare con maggiore frequenza i pazienti di sesso maschile (10%). Importanti gli interventi di esperti di fama internazionale come il professor Andersen dell'Università di Iowa, che ha trattato il tema della anoressia maschile, ed il professor Jeammet, di Parigi, che ha approfondito l'approccio psicoanalitico all'anoressia mentale.