Mede, la Lomellina agreste nelle tele di Maddalena Berri

MEDE.Le antiche sale del Castello Sangiuliani, nel cuore di Mede, ospitano in questi giorni nell'ambito delle iniziative dedicate all'altra metà del cielo, organizzate dall'assessorato comunale alla Cultura, dalla Biblioteca civica e dal Centro culturale «Teresio Olivelli», una ricca personale della pittrice Maddalena Ramaiola Berri.
L'esposizione, che solo durante il momento inaugurale ha registrato la presenza di oltre duecento persone, rappresenta un inno d'amore al mondo contadino, alle tradizioni della realtà rurale della Lomellina.
Pavese d'origine, suardese d'adozione, Maddalena Ramaiola Berri vive a Milano anche se trascorre ogni momento libero nella tranquillità della sua casa, dal fascino agreste, nel cuore di Suardi. E qui, in uno degli angoli più incontaminati della Lomellina di una volta, trova la fonte principale della sua ispirazione: le mondariso, la lattaia, le lavandaie, sugli argini del grande fiume, il Po, o impegnate al mastello nelle aie assolate.
Una Lomellina nostalgica, abitata quasi sempre al femminile, in un impianto poetico che richiama e ricorda le opere degli impressionisti francesi e dei macchiaioli italiani a cui l'artista pavese si ispira.
«I suoi lavori - annota Elisabetta Genuizzi De Bianchi, gallerista a Londra -, riempiono l'animo di nostalgia, perchè fissano attimi di vita passati ma che vivono nel cuore di ognuno: momenti che spesso si rimpiangono e si vorrebbe che tornassero per un giorno, per un anno, per tutta la vita».
Ad accrescere le sensazioni provvedono poi, nella mostra medese, gli abbinamenti poetici affiancati ad ognuno dei quasi ottanta lavori esposti. La rassegna artistica, che rappresenta la seconda edizione dell'iniziativa «Le signore della pittura», rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 28 marzo.
La mostra è visitabile nei seguenti orari: oggi, mattino e pomeriggio; domani: 16-19.30; 21-23; domenica: 10-12.30; 16-19.30; 21-23.
Cesare Panza