Crac Parmalat, no del gip al processo immediato
MILANO. I pm milanesi speravano in un processo rapido, ma il gip Guido Piffer ha bocciato la loro richiesta di giudizio immediato per 29 persone (tre società) nel filone dell'inchiesta Parmalat su aggiotaggio, false comunicazioni dei revisori e ostacolo all'attività della Consob.
Per Calisto Tanzi, ex componenti del cda e del collegio dei sindaci, revisori dei conti e tre ex funzionari di Bank of America, la Procura sarà quindi costretta a chiedere il rito ordinario, con l'avviso di chiusura delle indagini, la richiesta di rinvio a giudizio e l'udienza preliminare che non si terrà davanti a Piffer ma ad un altro gup, Cesare Tacconi. «Fisiologica dialettica processuale», ha commentato il procuratore aggiunto Angelo Curto, a capo dei pm che perseguono i reati finanziari, ma Piffer non lesina critiche agli inquirenti, pur riconoscendo «i risultati del pregevole lavoro investigativo svolto». Il problema è «l'evidenza della prova», necessaria per il giudizio immediato: un requisito che esiste per Calisto Tanzi, Fausto Tonna, Luciano Del Soldato, Gianfranco Bocchi e Stefano Tanzi, in ragione anche delle loro dichiarazioni confessorie (anche se non sempre complete). Non cosi per gli altri, per i quali o c'è la «carenza di una situazione di evidenza della prova» oppure «la carenza del previo interrogatorio». E' il caso, quest'ultimo, delle figure giuridiche Bank of America e delle società di revisione Grant Thornton e Deloitte & Touche, per le quali, «la richiesta di giudizio immediato non è stata preceduta dall'interrogatorio del rappresentanti» legali. Il gip non ritiene prospettabile l'accoglimento della richiesta solo per alcuni degli imputati perchè «una trattazione unitaria» del procedimento sembra «imposta» e ci sono «evidenti esigenze di economia processuale», come evitare «il più possibile il moltiplicarsi di procedimenti di tale complessità». Le posizioni degli imputati sono inoltre strettamente connesse, mentre il giudice rileva «plurimi profili di indeterminatezza delle contestazioni», in particolare riguardo alla forme di concorso nel reato di ciascun imputato. Non convince il gip la prospettiva dell'accusa «secondo la quale tutti gli imputati avrebbero avuto parte attiva nella comissione dei reati».
Soddisfatti gli avvocati degli imputati.