«Fis», una sigla nella galassia dell'integralismo

PAVIA. I tre nordafricani arrestati in provincia di Pavia per terrorismo avrebbero avuto, secondo l'accusa, contatti con il «Fis», ossia il Fronte islamico di salvezza. Si tratta di una sigla attiva in Algeria e inserita nella galassia di organizzazioni vicine all'integralismo islamico. Eppure nacque, nel febbraio 1989, per contrapporsi a un regime. Vinse le elezioni amministrative del 90, ma subito dopo venne proclamato lo stato d'assedio.
I poteri furono assunti da un Alto comitato di Stato che fece arrestare migliaia di militanti islamisti.
La reazione a tale repressione da parte dei componenti più intransigenti del Fis fu durissima e sotto il segno del terrorismo.
Gli attacchi delle forze integraliste furono diretti soprattutto contro esponenti del mondo intellettuale e della società civile (soprattutto donne). Azioni di terrorismo contro civili e militari furono firmate anche dall'«Ais» (l'Esercito di salvezza islamico, braccio armato del Fis) e dal «Gia» (Gruppo islamico armato), forse la frangia più estrema dell'integralismo algerino e una delle più tristemente famose. Purtroppo, in questa nazione del Nord Africa, non si è ancora riusciti a ripristinare una situazione di pacifica convivenza.
Inevitabile che, alla luce della recrudescenza da parte del terrorismo di matrice islamica, l'attenzione nei confronti di ogni sigla si sia moltiplicata. Un discorso che non riguarda solo le grandi città, nelle quali si trovano gli obbiettivi a maggiore rischio per eventuali attentati, ma anche la provincia, territorio nel quale in determinate circostanze è meglio passare inosservati. Proprio per questo motivo le forze dell'ordine (polizia, carabinieri e guardia di finanza) hanno elevato, seppure in maniera discreta, la soglia dell'attenzione.
Dalla Questura non arrivano commenti ufficiali, ma la vicenda dei tre nordafricani è stata, ovviamente, seguita con grande attenzione. Purtroppo le indagini su questo terreno non sono semplici. Determinante risulta il collegamento e la collaborazione con gli organi di polizia internazionali e con le strutture dell'«intelligence». Ma il cosmo dell'integralismo islamico (composto peraltro da vari livelli, sia logistico che operativo) è abbastanza difficile da «infiltrare», anche per la chiusura nella quale, molto spesso, vivono le comunità di immigrati.